Dall’Alaska al Cile, sei anni sulla Panamericana. Protagonista dell’avventura l’ascolano Danilo Cittadini insieme alla compagna Mara
ASCOLI Sei anni, un continente intero attraversato, migliaia di chilometri percorsi su un furgone trasformato in casa viaggiante. Per Danilo Cittadini, 34enne ascolano, attraversare l’intero continente americano a bordo di un camper van, dall’Alaska fino alla punta più a Sud, era il grande sogno. Lo ha realizzato insieme alla sua compagna Mara Flecchia, originaria della provincia di Varese. Ora, dopo sei anni di viaggio, i due hanno tagliato il traguardo raggiungendo Capo Froward, in Cile, il punto più meridionale della massa continentale del Sudamerica, raggiungibile via terra. «Siamo alla fine del nostro cammino. Dopo sei anni e tantissima strada percorsa, siamo al traguardo» hanno raccontato. I due hanno documentato il loro viaggio sui canali social, dove sono conosciuti con il nickname “comeduevagabondi”.
La storia
La storia di Danilo e Mara comincia lontano da qui, nel deserto del Sud Australia, agli inizi del 2016. Mara era appena atterrata nel Paese in cerca di lavoro. Danilo lavorava già da tempo nelle campagne della piccola città di Waikerie. Lei risponde a un annuncio dell’azienda agricola dove lavora lui, e i due si conoscono raccogliendo frutta. L’idea di trasformare un mezzo in abitazione nasce da un viaggio in Nuova Zelanda, quando i due sostituiscono i sedili posteriori dell’auto con un materasso per un’avventura di 40 giorni. È lì che capiscono che quella sarebbe stata la loro strada. Poco prima dello scoppio della pandemia decidono il passo successivo: spedire un van in Nord America per intraprendere il grande progetto, la Panamericana, da percorrere dall’Alaska fino all’Argentina. In tanti anni on the road, di aneddoti ne sono maturati tanti.
Tante esperienze
Il racconto dei loro tantissimi viaggi è costellato di episodi che i due amano condividere con i loro follower: una rapina subita da un gruppo di scimmie in India, una quarantena in un hotel infestato da cimici in Canada, le sanguisughe lungo i 300 chilometri di trekking verso il campo base dell’Everest in Nepal, un guasto all’auto in Australia risolto grazie all’unico camionista di passaggio in 500 chilometri di deserto. Nonostante gli anni di viaggio, il legame di Danilo con la sua città non si è mai spezzato. Diplomato enologo all’istituto agrario Ulpiani, prima di partire lavorava in un’azienda vitivinicola e consegnava pizze. «Qualsiasi luogo visitassi, ho sempre detto che Ascoli era il posto più bello» racconta. Oggi, con Capo Froward finalmente raggiunto, quel sogno nato in un campo di arance australiano si è compiuto. Ma per Danilo e Mara, difficilmente, sarà davvero un punto d’arrivo.




