Marche

e stato primo cittadino di Caldarola

CALDAROLA Si è spento sabato a Roma, a 90 anni, Massimiliano Cencelli, storico funzionario della Democrazia cristiana e padre del “manuale” (non è un libro di testo ma un’espressione giornalistica che porta il suo nome), il metodo nato negli anni Sessanta per distribuire incarichi e poltrone in proporzione al peso delle correnti e diventato poi proverbiale nella politica italiana.

  

La carriera

Romano, nella Dc dal 1954, fu segretario di Adolfo Sarti e collaboratore di Nicola Mancino.

Ma nella sua storia c’è anche una parentesi tutta maceratese: tra il 1970 e il 1971 fu sindaco di Caldarola. «Quando indossò la fascia tricolore io ero giovanissimo – ricorda l’attuale primo cittadino Giuseppe Fabbroni – ma Cencelli ha continuato a frequentare Caldarola per tanti anni. Era molto sicuro di sé, una personalità molto forte».

Il rapporto con il paese nasceva prima della politica, per legami familiari. Oddo Lucentini, falegname caldarolese trasferitosi a Roma, aveva due figlie: una sposò Aldo Buscalferri, l’altra Cencelli. Così, durante le estati trascorse a Caldarola, il dirigente democristiano frequentava anche Fedro Buscalferri, antifascista e comunista, allora dipendente comunale e poi sindaco dal 1980. Un legame che superò le appartenenze politiche.

Il rapporto di Cencelli con Caldarola non si interruppe con le dimissioni del 1971 (presentate a causa dei crescenti impegni a Roma). «Dal 1980 al 1987 sono stato assessore al Bilancio nella giunta di Fedro Buscalferri – racconta ancora Fabbroni – e Cencelli veniva spesso in paese. La nostra amministrazione era del Pci e nonostante lui fosse un esponente della Dc, quando c’era un problema cercava sempre di dare una mano. A Roma si dava da fare per trovare una soluzione alle varie problematiche».

Buscalferri, primo cittadino per ben 19 anni, morto nel 2012, in un’occasione ricordò la vicenda del loggiato di palazzo Pallotta, sede comunale: il soffitto era malridotto e servivano finanziamenti che il Comune non riusciva a trovare. Cencelli si mosse a Roma e i fondi arrivarono. «Al di là delle differenze politiche – sottolinea Fabbroni – per Caldarola c’è sempre stato».

 

Il messaggio

Il Comune ha ricordato lo storico esponente della Dc con un messaggio sulla sua pagina Facebook: «L’amministrazione comunale esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Massimiliano Cencelli, figura di rilievo della storia politica italiana, funzionario della Democrazia cristiana, conosciuto anche per essere stato l’autore del celebre “Manuale” che prese il suo cognome. Un legame particolare lo unisce alla nostra comunità: tra il 1970 e il 1971 ricoprì infatti la carica di sindaco di Caldarola, mettendo il proprio impegno al servizio del nostro paese, di cui era originaria sua moglie, Elena Lucentini».

Il cordoglio di Fabbroni: «A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità caldarolese – dice l’attuale primo cittadino -, esprimiamo vicinanza e sentite condoglianze alla famiglia di Cencelli e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e professionale. Caldarola lo ricorda per il suo impegno alla guida della nostra comunità”.




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