House of the Dragon, la visione di Helaena anticipa uno degli eventi più terribili nella storia di Westeros
A pochi giorni dal finale della terza stagione, House of the Dragon ha iniziato a posizionare con cura le pedine per quello che sarà probabilmente il momento più oscuro e brutale dell’intera serie. L’episodio 7, intitolato “The Dragon In Winter”, ha regalato ai fan non solo sequenze spettacolari e rivelazioni cruciali, ma anche una serie di visioni profetiche attraverso gli occhi di Helaena Targaryen, il personaggio che più di ogni altro nella serie funziona come una finestra sul futuro tragico di Westeros. Seguono spoiler importanti su House of the Dragon e Fuoco e cenere.
Le profezie di Helaena non sono una novità per chi segue la serie: fin dalle prime stagioni, i suoi sogni enigmatici e le sue parole apparentemente sconnesse si sono rivelati presagi accurati di eventi catastrofici. Ma l’episodio 7 ha alzato ulteriormente la posta in gioco, mostrando alla principessa una sequenza di immagini che vanno dalla sua personale tragedia fino a eventi di portata storica che plasmeranno il destino dei Sette Regni. Tra le visioni più significative, Helaena parla a Rhaenyra di una “cavalla grigia”, un’immagine che richiama immediatamente i cavalieri dell’Apocalisse biblici e il famoso “behold a pale horse” del libro dell’Apocalisse.
Un presagio di morte imminente, dunque, che si inserisce perfettamente nel clima sempre più cupo della Danza dei Draghi. Ma non è tutto: la principessa si vede partorire un figlio che le viene immediatamente strappato via, e si ritrova in piedi circondata dalla neve, un chiaro riferimento alla Lunga Notte che tutti i fan di Game of Thrones conoscono bene. La visione più interessante, però, e quella che ha fatto drizzare le antenne ai lettori del libro Fuoco e sangue di George R.R. Martin, riguarda Dreamfyre, il drago di Helaena che finalmente fa la sua apparizione sullo schermo. Ed è stata un’attesa che valeva la pena: il design della creatura è maestoso e distintivo, con caratteristiche uniche che la fanno risaltare rispetto agli altri draghi già visti nella serie.
Nel libro, Helaena amava volare con Sogno di Fuoco, un dettaglio che la serie aveva finora completamente omesso, rendendo questa prima apparizione ancora più carica di significato. Ma non è la bellezza del drago a catalizzare l’attenzione: è il contesto in cui Helaena la vede. La principessa si trova alla Fossa dei Draghi, l’enorme struttura a cupola che a King’s Landing serve a ospitare i draghi Targaryen quando non volano. Chi ha seguito Il Trono di Spade ricorderà la Fossa come il luogo dell’incontro cruciale tra Daenerys, Jon Snow, Cersei Lannister e gli altri nel corso della settima stagione, anche se ormai ridotta a rovine.
Nella visione di Helaena, però, la struttura è ancora intatta e funzionale, e viene invasa da una folla immensa di persone. La risposta della principessa è immediata e terrificante: Sogno di Fuoco scatena il suo fuoco sulla massa, bruciando vive decine, forse centinaia di persone. Questa sequenza non è casuale né frutto di pura fantasia degli sceneggiatori. Si tratta del preludio a uno degli eventi più sanguinosi e traumatici descritti in Fuoco e sangue: l’Assalto alla Fossa dei Draghi, o Storming of the Dragonpit in inglese. Un momento che cambierà per sempre il rapporto tra i Targaryen, i loro draghi e il popolo di Westeros, segnando l’inizio della fine per queste creature leggendarie.
L’Assalto alla Fossa dei Draghi avviene nel contesto delle rivolte di King’s Landing durante il regno di Rhaenyra Targaryen. Dopo aver conquistato la capitale e il Trono di Spade, la regina si trova ad affrontare una situazione sempre più insostenibile: la paura costante di un attacco dei Verdi e dei loro draghi, l’aumento delle tasse per finanziare la guerra, la scarsità di risorse, le condizioni di vita in peggioramento. Il popolo, che inizialmente aveva accolto Rhaenyra come liberatrice da Aegon II, comincia a odiarla con la stessa intensità con cui aveva odiato i re più crudeli della storia Targaryen, primo fra tutti Maegor il Crudele.
In questo clima di rabbia e disperazione emerge una figura chiave: il Pastore, un predicatore della Fede dei Sette che da tempo tuonava contro Rhaenyra e contro i Targaryen in generale. Le sue prediche infiammate trovano terreno fertile nella popolazione affamata e spaventata. Il Pastore convince una folla sempre più numerosa che l’unico modo per salvare la città è liberarla dai draghi, le creature responsabili, secondo lui, di tutte le sofferenze di Westeros. I draghi non sono benedizioni degli dei, ma maledizioni, mostri che portano solo morte e distruzione.
La folla, armata di torce, bastoni, forconi e qualsiasi cosa possa servire come arma, marcia verso la Fossa dei Draghi. I Custodi dei Draghi, i guardiani specializzati che si occupano di queste creature da generazioni, tentano di fermare l’assalto, ma sono troppo pochi contro migliaia di persone inferocite. Vengono massacrati quasi tutti, e la folla si riversa all’interno della struttura. Quello che segue è un bagno di sangue senza precedenti nella storia di Westeros. All’interno della Fossa si trovano quattro draghi: Dreamfyre, Shrykos, Morghul e Tyraxes. Quello che molti del popolo non capiscono, o non vogliono capire, è che i draghi non sono animali docili. Anche in cattività, anche legati o limitati nei movimenti, restano macchine da guerra viventi, predatori al vertice della catena alimentare, creature forgiate dal fuoco e dalla magia.
Il risultato è una carneficina reciproca. I draghi, terrorizzati e furiosi, scatenano fiamme in ogni direzione, incenerendo centinaia di persone. Ma la folla è troppo numerosa, e la rabbia troppo grande. Con lance, spade, asce e perfino a mani nude, migliaia di persone si scagliano contro i draghi. Fuoco e sangue descrive scene di orrore puro: uomini e donne che bruciano vivi continuando ad avanzare, persone divorate intere, draghi accecati da lance conficcate negli occhi, ali strappate, code mozzate. Alla fine, tutti e quattro i draghi vengono uccisi, ma il prezzo è altissimo: si stima che tra le quattro e cinquemila persone abbiano perso la vita nell’assalto. La Fossa dei Draghi viene gravemente danneggiata, e non verrà mai più ricostruita completamente.
Da quel momento, il potere dei Targaryen inizia il suo declino irreversibile. I draghi, che per generazioni erano stati il simbolo incontestato della loro supremazia, si rivelano vulnerabili, mortali. E quando creature leggendarie muoiono, muore anche parte del mito che le circonda. La visione di Helaena, dunque, non è solo un presagio personale di tragedia, ma un’anticipazione di uno dei momenti di svolta della Danza dei Draghi e della storia di Westeros. Vedere Sogno di Fuoco bruciare quella folla non è un atto di crudeltà gratuita, ma probabilmente la disperata difesa di una creatura terrorizzata contro una massa che vuole ucciderla. È la rappresentazione visiva del fallimento totale dell’ordine sociale, del momento in cui il patto implicito tra governanti e governati si spezza definitivamente.
L’Assalto alla Fossa dei Draghi sarà quasi certamente uno dei momenti centrali della quarta e ultima stagione di House of the Dragon. Gli showrunner hanno dimostrato di non avere paura di mostrare la brutalità della guerra e le sue conseguenze sul popolo comune, come già visto con la Battaglia del Gullet e la morte di Jacaerys Velaryon nel primo episodio della terza stagione. L’assalto rappresenterà probabilmente il culmine di questa tendenza, un momento in cui la violenza non sarà più confinata ai campi di battaglia o ai duelli tra nobili, ma esploderà nel cuore della capitale, coinvolgendo direttamente la popolazione civile. Dal punto di vista narrativo, questo evento segnerà anche un punto di non ritorno per i personaggi. Rhaenyra vedrà sgretolarsi definitivamente il suo sogno di essere una regina amata dal popolo. I Verdi potrebbero sfruttare l’evento per propaganda, anche se la responsabilità della spirale di violenza è condivisa da entrambe le fazioni.
E Helaena, che ha già sofferto perdite inimmaginabili, dovrà assistere alla morte del suo amato drago, l’unica creatura con cui condivideva un legame profondo e sincero. La scelta di anticipare questo evento attraverso le visioni di Helaena è narrativamente brillante. Non si tratta di spoiler fine a se stesso, ma di costruzione della tensione drammatica. Sappiamo cosa sta per arrivare, ma non quando né esattamente come. Questa conoscenza parziale rende ogni episodio più carico di suspense, ogni scena a King’s Landing potenzialmente l’ultima prima della catastrofe. La prima apparizione di Sogno di Fuoco assume così un significato molto più importante di quanto possa sembrare.
Il drago di Helaena non viene mostrato soltanto per regalare ai fan una nuova creatura spettacolare, ma proprio mentre la principessa vede ciò che potrebbe attenderlo alla Fossa dei Draghi. Quando quella profezia diventerà realtà, quindi, non assisteremo semplicemente a un’altra grande battaglia, ma a uno dei momenti più tragici della Danza dei Draghi. E Sogno di Fuoco non è certo l’unico drago destinato ad avere un ruolo importante nella fase finale di House of the Dragon. La terza stagione ha dato sempre più spazio alle creature sopravvissute alla guerra, mentre la quarta e ultima stagione dovrà portare a compimento il destino dei Targaryen e dei loro draghi. La Fossa, che in Game of Thrones avevamo conosciuto soltanto come una gigantesca rovina, potrebbe diventare uno dei luoghi centrali di questa tragedia.
Con il finale della terza stagione ormai alle porte, gli eventi intravisti da Helaena sembrano infatti sempre più vicini. L’arrivo del Pastore, il malcontento crescente a King’s Landing e l’Assalto alla Fossa dei Draghi preparano un massacro che potrebbe diventare per House of the Dragon ciò che le Nozze Rosse sono state per Il Trono di Spade. A questo punto la vera domanda non è tanto se accadrà, ma quanto lontano HBO deciderà di spingersi nel mostrarlo. George R.R. Martin ha descritto un evento fatto di migliaia di morti, draghi massacrati e una città ormai fuori controllo. Helaena ha già visto abbastanza per avvertirci: il futuro di Westeros sarà ancora una volta fatto di fuoco, sangue e cenere.



