Sampdoria, il cuore blucerchiato di Lorenzo Malanca: “Cresciuto in Gradinata Sud, sogno l’esordio al Ferraris”
Genova. Per il sampdoriano Lorenzo Malanca si è aperta una nuova porta per ritagliarsi spazio nel mondo dei grandi. Dopo essersi ripreso dall’infortunio e aver svolto una parte del ritiro a Ponte di Legno con la squadra di Corradi, è passato in prestito al Vado, in Serie C, dove sta ritrovando mister Matteo Pastorino, suo allenatore negli Under 15 e in Primavera, con il quale ha un rapporto di grande stima.
A Genova24.it il difensore classe 2007 si è raccontato, facendo emergere il suo amore per la Sampdoria con un sogno nel cassetto: tornare con un bel bagaglio esperienziale in blucerchiato ed esordire al Ferraris, davanti alla sua gente. Su IVG.it, invece, il focus sulla nuova esperienza vadese.
Lorenzo, è un post che dimostra tanto attaccamento
L’ho scritto con tutto il cuore. Sui social non si può raccontare tutto quello che si prova, avrei voluto descrivere molto di più. Questa è la mia prima avventura fuori casa: lasciare la squadra dove sono cresciuto e dove sono nato calcisticamente è stato un po’ come lasciare la casa dei propri genitori. Adesso però sono pronto per questa nuova esperienza, voglio crescere, lavorare tanto e tornare un giorno per fare bene anche lì.
Perché la scelta del Vado?
Ho scelto il Vado perché, nonostante sia una neopromossa, ho trovato una società seria, con tanta voglia di fare bene. Si sta costruendo una squadra importante, con acquisti di valore, e credo che ci siano tutte le condizioni per disputare un campionato molto bello. Tra l’altro sono molto contento di aver ritrovato mister Pastorino, è stato molto importante nel mio percorso.
Com’è iniziato il tuo percorso nel settore giovanile della Sampdoria?
Il mio percorso in realtà è iniziato a quattro anni al San Fruttuoso. Dopo circa un anno e mezzo, in cui giocavo con ragazzi più grandi, è stata creata la leva 2007 e sono entrato subito nel settore giovanile della Sampdoria. Il primo anno è stato fondamentale perché mi ha fatto capire subito il valore della squadra e, crescendo, ho compreso sempre di più cosa significasse indossare quella maglia. Un’altra tappa importante è stato il passaggio dalle competizioni regionali alle sfide contro le squadre professionistiche: confrontarsi con i migliori è stato qualcosa di speciale. E poi la prima convocazione a Marassi, contro il Modena: non ci credevo neanche io.
Chi sono stati i tuoi punti di riferimento nello spogliatoio?
Alla Samp ho avuto la fortuna di trovare compagni che mi hanno insegnato tanto. Sicuramente Ravaglia, prima che andasse via, ma anche Ferrari e Depaoli: sono stati loro a trasmettermi come ci si comporta all’interno di uno spogliatoio e li considero dei veri punti di riferimento.
Immagino che per un giocatore-sampdoriano vivere la quotidianità con Lombardo faccia un certo effetto
Con Attilio Lombardo ho sempre avuto un ottimo rapporto, poi con Evani mi convocò per il playout contro la Salernitana. Mi ha sempre tenuto con la testa alta, mi ha dato tanti consigli e mi ha aiutato a crescere. È una figura fondamentale per questa Sampdoria perché trasmette cuore, passione e sampdorianità.
Che impressione ti ha fatto mister Corradi?
Un’ottima impressione fin dal primo giorno. Con noi giovani si è rapportato subito nel modo giusto, coinvolgendoci senza fare differenze con i più esperti. Nelle amichevoli ci ha dato spazio e credo abbia una grande voglia di valorizzare i giovani. Anche per lui è una delle prime esperienze tra i grandi, ma penso che con il suo atteggiamento e con la squadra che ha a disposizione possa fare davvero molto bene.
Che squadra hai ritrovato durante il ritiro?
Ho visto una squadra con una grandissima voglia di rivincita. Si percepisce tanta determinazione, sia da chi è rimasto sia da chi è arrivato. È sempre stato un gruppo unito, anche nei momenti difficili degli ultimi anni, e credo che questa fame possa farci fare la differenza nella stagione che sta per iniziare.
Anche da Vado continui a sentirti un tifoso della Sampdoria, parli ancora col “noi”…
Io, in fondo, resto uno dei primi tifosi della Sampdoria. Anche se oggi sono al Vado, quando parlo della Samp mi viene naturale dire ‘noi’. È qualcosa che mi porto dentro da sempre e credo che non cambierà mai.
Hai già ricevuto diversi attestati di stima dalla tifoseria blucerchiata che ti considera un “figlio della Samp”
Io sono cresciuto in Gradinata Sud. Ci andavo sempre con l’ex compagno di mia madre e per me quella è sempre stata casa. Adesso essere io in campo, invece che sugli spalti, è motivo di grande orgoglio. Sento l’affetto dei tifosi e credo che ci sia un legame particolare proprio perché sono un ragazzo cresciuto nella Sampdoria. Non è così comune vedere un sampdoriano giocare nella Samp e questo mi rende ancora più orgoglioso.
Come ti descriveresti come giocatore?
Mi reputo molto vigile in fase difensiva e bravo nelle letture del gioco: cerco di capire in anticipo cosa farà la squadra avversaria. So di avere ancora tanto da migliorare e da apprendere, ma ho molta fiducia in me stesso. In campo non ho mai mollato niente e continuerò a farlo.
Sogno nel cassetto?
Esordire al Ferraris con la maglia della Sampdoria. Lo sogno da sempre. Speravo potesse succedere già l’anno scorso, ma l’infortunio ha solo rimandato questo momento. Sono sicuro che arriverà e continuo a lavorare ogni giorno per farmi trovare pronto.





