Zecche in quota, oltre 490 segnalazioni

BOLZANO. Le zecche sono ormai presenti anche in aree montane dove fino a pochi anni fa erano considerate rare. Per monitorarne con maggiore precisione la diffusione è stato esteso a tutto l’Alto Adige il progetto europeo Monzec, che entro la fine del 2026 fornirà i primi risultati completi dell’attività di raccolta dati.
L’iniziativa, finanziata dal programma Interreg Italia-Austria, coinvolge ricercatori, veterinari, associazioni venatorie e cittadini con l’obiettivo di costruire una mappa aggiornata della presenza delle zecche e migliorare la prevenzione delle malattie trasmesse da questi parassiti. Magdalena Amhof, assessora provinciale all’Europa, ha sottolineato l’importanza della ricerca e della prevenzione, ricordando di essersi recentemente sottoposta alla vaccinazione contro l’encefalite da zecca.
Il progetto, coordinato dall’infettivologo Gernot Walder, era partito nel 2024 interessando la provincia di Belluno, la Val Pusteria e il Tirolo Orientale. Nel 2026 è stato ampliato a tutto l’Alto Adige e al Tirolo Settentrionale. La raccolta delle informazioni avviene attraverso l’app gratuita Monzec, che consente di segnalare gli avvistamenti e di elaborare nel tempo modelli previsionali sulla diffusione delle zecche.
Un ruolo importante è affidato a cacciatori, agricoltori e a tutti coloro che frequentano abitualmente boschi e aree naturali. Il presidente dell’Associazione provinciale cacciatori, Günther Rabensteiner, evidenzia come i cacciatori trovino ormai zecche sulla fauna selvatica e sui cani da caccia praticamente durante tutto l’anno, risultando anche tra le categorie maggiormente esposte alle punture.
I dati raccolti finora confermano un’espansione dell’habitat. All’11 giugno 2026 erano state registrate 499 segnalazioni nell’area del progetto, molte delle quali oltre i 1.100 metri di quota, soglia un tempo ritenuta il limite naturale per questi aracnidi. Alcune osservazioni sono arrivate addirittura fino a 1.799 metri di altitudine. La raccolta delle segnalazioni proseguirà fino alla fine dell’anno, quando saranno presentati i primi risultati complessivi del monitoraggio.
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