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Bhopal’s Flowers – Poivre Rose: Misticismo psichedelico dal Canada :: Le Recensioni di OndaRock

I Bhopal’s Flowers scelgono la via dell’autoproduzione per il loro nuovo album, intitolato Poivre Rose.
Immutata nel tempo resta la vocazione della band canadese per un pop psichedelico intriso di misticismo naïf. Il disco è un ricco mosaico sonoro in cui si intrecciano influenze indiane e persiane, melodie degli anni ’60 e suggestivi richiami alle colonne sonore dei western all’italiana e delle vecchie spy story televisive.

Autentiche protagoniste della scena sonora sono le squillanti chitarre a dodici corde, il suono del sitar e il vellutato e melodico tappeto di tastiere; il tutto al servizio di melodie dondolanti e ricche di suggestioni, un’atmosfera resa ancor più eterea dal ricamo ipnotico che nasce quando l’abbraccio tra la voce maschile e quella femminile si fa canto.
Al pari del pepe rosa evocato dal titolo, anche le canzoni sono dolci e aromatiche, leggiadre ed esotiche al punto giusto. Titoli come Mango Moon”, “Saffron Vision” e “Vanilla Dream” sono congeniali alle ballate semplici e sfuggenti del gruppo canadese.
Il sitar indiano ed il tar persiano sono i protagonisti indiscussi dell’album: il tocco esotico dei due strumenti accarezza con delicate trame folk-psych le cadenze alla George Harrison di “Transcendental Hotel”, argina le nuance soul di “Miroir Miroir” adornandole di sonorità perfette per una colonna sonora di un film di James Bond, e tiene insieme le ricche trame della title track, mescolando Morricone, Happy Mondays e Serge Gainsbourg in soli quattro minuti e ventidue secondi.

È un folk-pop psichedelico semplice quello dei Bhopal’s Flowers, affine sia a certe pagine della “sbornia indiana” dei Beatles (Morning Sun) che al turbinio jangle-pop dei Kula Shaker (“Saffron Vision”), band con la quale la formazione canadese è stata spesso in tour come gruppo spalla, senza dimenticare che Lionel Pezzano ha suonato nel recente singolo della band inglese Good Money. Spetta a “Kaleidoscope” lo scettro di canzone più solida del lotto, un brano musicalmente fluido e cangiante, melodicamente arioso e cristallino, reso ancor più sensuale dal campionamento della voce di Jane Birkin.

“Poivre Rose” è un disco che si può definire senza riserve delizioso, un’opera artigianale che unisce leggerezza pop e una colta ricerca sonora transcontinentale, rigenerando la psichedelia anni ’60 in un viaggio sensoriale unico. Un ritorno ispirato che conferma la capacità della band di trasformare il misticismo naïf in pura materia pop.

06/08/2026


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