Ponte sullo Stretto, Salvini respinge le accuse: «Nessun conflitto di interessi»
Ponte sullo Stretto, Salvini respinge le accuse: «Nessun conflitto di interessi». Il ministro al Question time interviene sulle nomine al Consiglio dei Lavori pubblici. «Confermate scelte di governi precedenti. E i nuovi non parteciperanno al voto».
LA polemica sui nuovi membri del Consiglio superiore dei Lavori pubblici è arrivata alla Camera dove, ieri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha rispedito al mittente le accuse di conflitto di interessi riguardo all’iter del Ponte sullo Stretto e affermato che «Ci troviamo di fronte a una mera conferma di due nomine fatte da governi a cui appartenevano anche i partiti di sinistra». A far emergere la questione, nei giorni scorsi, era stato il deputato Avs Angelo Bonelli che aveva segnalato come i profili dei due docenti Mauro Dolce e Roberto Tomasicchio – il primo membro del comitato scientifico della società Stretto di Messina e il secondo attivista di “Ponte subito” – fossero in aperto conflitto con il ruolo dell’organismo.
Il Consiglio infatti è chiamato ad esprimere proprio in questi giorni il parere sul Ponte per integrare la documentazione che sarà sottoposta al Cipess e poi a una nuova valutazione della Corte dei Conti. «I due professori del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, – ha precisato Salvini – Dolce e Tomasicchio, erano stati nominati uno nel 2001 e uno nel 2022: l’anno scorso è stata rinnovata la composizione dello stesso Consiglio, perché l’organo operava in regime di prorogatio da tre anni e tale regime non consentiva più di assicurarne il corretto funzionamento».
LA DELEGAZIONE AVS ALLA CAMERA E LA RISPOSTA DEL MINISTRO SALVINI SUL PONTE SULLO STRETTO
Per il deputato Francesco Borrelli, che al Question time alla Camera ha presentato le argomentazioni di Avs, il rischio è palese: «Così i controllati sono anche controllori», ha affermato. Il titolare del Mit ha precisato che «nessuno dei due professori parteciperà all’assemblea generale e alla votazione. Quindi non solo non esiste alcun elemento idoneo a far ritenere compromessa l’imparzialità dell’organo consultivo, ma adombrare questo mette in discussione non tanto il ministro Salvini, quanto la professionalità, l’imparzialità, l’autonomia e l’indipendenza di 100 docenti universitari, ingegneri e architetti che rappresentano il meglio delle nostre professioni. – e ha concluso il vicepremier – Rassegnatevi perché l’Italia vuole le opere».
Borrelli ha replicato ribadendo le priorità che Avs da sempre antepone a una mega infrastruttura come quella del Ponte: «Noi vogliamo le opere per il Paese, quello che non avete fatto per i Campi Flegrei, non le opere di grande speculazione. Il problema è che questi docenti non facevano già parte del CSLP, ma sono stati casomai rinominati. – e ha concluso – Il fatto poi che i due professori non hanno partecipato all’assemblea del Consiglio che ha esaminato il progetto del Ponte è la dimostrazione che il conflitto d’interessi c’è ed è enorme».
L’APPROVAZIONE DEL REPORT IROPI E L’ITER AMBIENTALE DEL PONTE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il report Iropi – L’iter del Ponte intanto incassa un’altra approvazione quella della delibera Iropi da parte del Consiglio dei Ministri. Si tratta di una dichiarazione della sussistenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, legati alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica, per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria. L’Iropi, già presentato in una prima versione a maggio 2025, è una procedura, mai utilizzata prima, che viene attivata nell’ambito della Valutazione di Incidenza ambientale, un passaggio obbligatorio per tutti i progetti che comportano un impatto negativo sui siti comunitari Natura 2000. Il Ponte non ha superato la Vinca, ma la Direttiva Habitat, in assenza di alternative praticabili, consente di superare questo ostacolo appunto sfruttando l’attestazione Iropi e adottando misure compensative.
Nel caso del Ponte i siti sui quali la società Stretto di Messina si è impegnata a trovare mitigazioni e compensazioni sono: i monti Peloritani, la Costa Viola e i fondali da Punta Pezzo a Capo delle Armi. L’Iropi fa seguito agli adempimenti istruttori disciplinati dal decreto-legge Commissari «ed è fondata sul provvedimento del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica del 2 luglio 2026, relativo alla ricognizione delle valutazioni ambientali e all’assenza di soluzioni alternative, e sul provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 3 luglio 2026, relativo alle conseguenze dell’opera sulla sicurezza pubblica e sulla salute dell’uomo», si legge nella nota del CdM. Sono, infatti, tre i siti sui quali l’opera impatterà e che rientrano nella Rete Natura 2000: «a fronte dell’incidenza sui relativi habitat sono previste misure di compensazione idonee a garantire la coerenza globale della rete», prosegue la nota.
PONTE SULLO STRETTO: LE REAZIONI DEL MIT DI SALVINI E DELLA SOCIETÀ STRETTO DI MESSINA
La direttiva Habitat non prevede ulteriori impedimenti procedurali ma solo che l’Ue sia informata della risoluzione adottata dal governo di quel determinato paese. Non serve, dunque, l’approvazione di Bruxelles per procedere alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. «Un passo importante che conferma come l’iter del Ponte sullo Stretto di Messina stia andando avanti, considerato anche che la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) sono state completate con successo», spiega il Mit.
Per l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci: «L’approvazione della Relazione Iropi è un altro passaggio fondamentale, in vista della nuova delibera che dovrà assumere il Cipess. Testimonia ulteriormente la volontà dell’intero Governo, del ministero delle Infrastrutture e del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di realizzare l’opera, in linea con il dettato del Decreto Legge n. 32, volto a conformarsi ai rilievi della Corte dei conti e ottenere una registrazione piena della delibera di approvazione del progetto».
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