Gas, nuova fiammata dei prezzi: salgono elettricità e Ppa, accelerano le batterie

Il riaccendersi della crisi in Medio Oriente ha riportato sotto pressione il mercato europeo del gas, con effetti immediati sui prezzi dell’elettricità, sui contratti di acquisto di energia rinnovabile (Ppa) e sulla redditività dei sistemi di accumulo.
È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento di Pexapark, secondo cui, nonostante il nuovo rally delle quotazioni, i Ppa di lungo periodo stanno reagendo in modo molto più contenuto rispetto alla crisi energetica del 2022.
L’escalation del conflitto ha infatti compromesso nuovamente i flussi globali di gas naturale liquefatto (Gnl). Prima della crisi circa il 20% del commercio mondiale di Gnl transitava attraverso lo Stretto di Hormuz. Le difficoltà lungo questa rotta hanno alimentato nuovi timori sull’offerta globale, spingendo il future sul gas Ttf olandese winter 2026 fino a 60,8 euro/MWh, il livello più alto degli ultimi tre anni. Anche il contratto Cal 2027 ha toccato 45,6 euro/MWh il 24 luglio, con una media mensile superiore del 10% rispetto al secondo trimestre del 2026.
La successiva parziale correzione non ha eliminato l’incertezza. Secondo Pexapark il mercato continua a seguire con attenzione gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran, mentre permane il timore di nuove interruzioni delle forniture.
L’aumento del prezzo del gas si è rapidamente trasferito anche sul mercato elettrico. In Germania il contratto a termine (baseload) per il 2027 è cresciuto del 20% nel corso di luglio, superando la soglia dei 100 euro/MWh e raggiungendo un massimo di 111,4 euro/MWh, oltre 12 euro in più rispetto ai livelli registrati all’inizio della crisi.
La situazione riaccende anche le preoccupazioni sulla sicurezza energetica europea in vista dell’inverno. A fine luglio gli stoccaggi di gas dell’Unione europea risultavano riempiti per circa il 56%, circa 15 punti percentuali al di sotto della media degli ultimi cinque anni per lo stesso periodo, lasciando il sistema più esposto a eventuali nuove interruzioni delle forniture.
L’incremento dei prezzi forward di gas ed elettricità ha sostenuto anche i Ppa. Tuttavia, l’effetto è stato decisamente più contenuto rispetto a quanto osservato durante la crisi del 2022.
In Germania il fair value – cioè il valore teorico di mercato – dei Ppa fotovoltaici pay-as-produced (nei quali l’acquirente paga l’energia effettivamente prodotta dall’impianto) con durata annuale è aumentato del 15,4%, raggiungendo 50 euro/MWh. I contratti decennali, invece, sono saliti soltanto del 3,6%, fino a 36,6 euro/MWh. Nei Paesi meno dipendenti dal gas, come Francia e Spagna, l’impatto è stato ancora più limitato.
Per Pexapark questa dinamica riflette una trasformazione strutturale del mercato. Con la crescente diffusione del fotovoltaico, gli operatori scontano già oggi il progressivo calo dei prezzi che gli impianti solari potranno ottenere nelle ore di maggiore produzione (capture price erosion). Di conseguenza, anche forti rialzi dei prezzi dell’elettricità all’ingrosso incidono molto meno sul valore dei Ppa di lungo periodo rispetto al passato.
Diverso il quadro per i sistemi di accumulo a batteria (Bess, Battery energy storage systems). L’aumento dei prezzi del gas e della volatilità dei mercati elettrici amplia infatti le opportunità di arbitraggio, cioè di acquistare energia quando costa meno e rivenderla nelle ore di prezzo più elevato.
In Germania, dove nei primi mesi dell’anno il calo del gas aveva ridotto la redditività di queste operazioni, il recente rally sta invertendo la tendenza, migliorando le prospettive economiche dei progetti di accumulo destinati a operare direttamente sul mercato.
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