Ascoli, l’Arengo reclama 18 milioni e punta sulla rottamazione per le tasse comunali non pagate dal 2000 al 2023
ASCOLI Un tentativo estremo per andare incontro ai cittadini-debitori nel corso degli ultimi 20 anni e più per Tari, multe, Imu e altro ancora. A fronte di un credito per mancati pagamenti di tasse, multe e servizi comunali lievitato fino a pesare come un macigno, per quasi 18 milioni di euro dal 2000 al 2023, l’Arengo ha voluto provare a spalancare ai cittadini-debitori anche la porta alla “rottamazione” concessa dall’Agenzia delle entrate, con l’ultima opportunità di adesione e pagamento totale o della prima rata entro oggi.

Lo spiraglio
Uno spiraglio che, così come illustrato dal sindaco Marco Fioravanti e dall’assessora al Bilancio Annagrazia Di Nicola nell’ultima seduta del consiglio comunale (con approvazione della relativa delibera), consentirebbe a chi ha un debito pregresso da saldare, anche in maniera dilazionata, nei confronti del Comune di Ascoli, di rimettersi in regola evitando l’ulteriore fardello di sanzioni e interessi.
Considerando che, sui 17,9 milioni di euro mai pagati finora, i debitori andrebbero a risparmiare una somma pari a circa 3,8 milioni di euro. uuna scelta di campo, quella dell’amministrazione comunale, che, in ogni caso, potrebbe portare nuove somme nelle casse dell’Arengo da reinvestire per la comunità, attraverso servizi e altre attività. «Si tratta di un’opportunità importante per i cittadini che vorranno rimettersi in regola coi pagamenti – spiega l’assessora Di Nicola – perché consente di sanare la propria posizione debitoria non solo andando ad evitare il pagamento di sanzioni e interessi, ma anche potendo scegliere di andare a rateizzare le somme da pagare in 54 rate. Di contro, per l’ente tutto ciò che si riuscirà a recuperare potrà essere reindirizzato e reinvestito per la città».
Il maxi-credito
Quello che emerge dalla delibera con cui l’Arengo ha deciso di offrire ai cittadini la possibilità della “rottamazione” con l’Agenzia delle entrate, è sicuramente uno scenario che lascia trasparire come siano stati, nel corso di oltre 20 anni, numerosi coloro che non hanno pagato il dovuto tra tasse comunali, multe per infrazioni al codice della strada, servizi e altro ancora. Nello specifico, a fronte di un totale di 17,9 milioni di euro circa (comprensivi di 3,8 milioni di interessi e sanzioni) non pagati all’Arengo dal 2000 al 2023, emerge come la percentuale maggiore del debito dei cittadini è relativo alla Tari (il 45,32%), alle sanzioni per infrazioni al codice della strada (36,22%), Ici/Imu/Tasi (11,98%), entrate patrimoniali recupero crediti (4,38%), spese giudiziarie (1,17%), buoni mense scolastiche (0,85%), Iciap (0,04%) e trasporto scolastico (0,03%).
Le somma da recuperare
I crediti che l’Arengo deve, almeno sulla carta, recuperare, come confermano i dati sul portale dell’Agenzia delle riscossioni, per carichi iscritti a ruolo nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2023 non ancora riscossi per complessivi 17.968.380,53 euro. La somma principale da recuperare, tra le varie voci di debito, risulta quella relativa alla Tari, la tassa sui rifiuti, che per il periodo dal 2000 al 2023 prevede in totale crediti per 8.010.071,68 euro.
Seguono i debiti di chi non ha pagato, nello stesso periodo, le multe per infrazioni al codice della strada: in totale 5.509.08,34 euro. Importante, anche se decisamente minore, il credito relativo alle somme non pagate dal 2000 al 2023 per Ici-Imu, pari a 1.674.926,3 euro. Poi ci sono crediti relativi al recupero crediti anche legati al patrimonio per 787.515,77 euro, alle spese giudiziarie per 210.502,25 euro, alle mense scolastiche per 152.201,47 euro, all’Iciap per 5.973,13 euro e al trasporto scolastico per 5.838,04 euro.




