Procedimenti disciplinari contro i docenti, De Martino: “Non si può mettere alla gogna un docente per una semplice segnalazione del genitore. Non basta”. Il Punto di De Martino

L’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di un docente richiede prove oppure può essere sufficiente una segnalazione di un genitore? Sul tema è intervenuto l’avvocato Alessandro De Martino nel corso della trasmissione “Diritto in Cattedra”, condotta da Francesco Bunetto e trasmessa in diretta su YouTube, soffermandosi sulle garanzie che dovrebbero accompagnare l’azione disciplinare dell’amministrazione.
Secondo il legale, quando arriva la notizia di un presunto illecito è corretto svolgere gli accertamenti necessari, ma l’apertura del procedimento dovrebbe essere preceduta da un’istruttoria accurata.
“Serve un’istruttoria chiara e precisa”
De Martino ha spiegato che, soprattutto in presenza di contestazioni gravi, l’amministrazione ha il dovere di verificare i fatti prima di procedere.
“Ritengo che l’avvio di un procedimento disciplinare debba essere subordinato sempre e rigorosamente a un’istruttoria chiara e precisa”.
Il legale ha richiamato anche un caso professionale seguito di recente.
“Qualche giorno fa mi è arrivato un decreto di archiviazione di un procedimento disciplinare perché, all’esito delle spiegazioni contenute nella memoria difensiva, l’Ufficio per i procedimenti disciplinari ha ritenuto di non avere elementi a sufficienza e di non aver condotto un’istruttoria sufficiente”.
“Non si può mettere alla gogna un docente”
Secondo De Martino, l’avvio di contestazioni prive di un adeguato supporto probatorio può avere conseguenze molto pesanti sulla vita delle persone coinvolte.
“È molto grave, perché non si può mettere alla gogna un docente”.
L’avvocato ha sottolineato che alcune accuse possono incidere profondamente sulla reputazione personale e professionale dell’insegnante, anche quando si concludono con un’archiviazione.
“Molto spesso queste accuse sono gravemente lesive della dignità personale, professionale, sociale e anche familiare”.
Per rendere l’idea dell’impatto che un procedimento disciplinare può avere, ha citato un esempio: “Pensate a un docente che viene accusato di molestie e che, pur sapendo di non aver mai fatto nulla, torna a casa ed è costretto a dirlo alla moglie”.
Secondo il legale, il danno non si esaurisce con la conclusione del procedimento.
“Sono cose estremamente gravi che non passano semplicemente dall’archiviare o meno il procedimento o dal trovare un bravo avvocato”.
Basta la segnalazione di un genitore?
Rispondendo a una delle domande più frequenti raccolte dalla redazione, Bunetto ha chiesto se una semplice denuncia o segnalazione di un genitore sia sufficiente a far partire un procedimento disciplinare.
Sul piano dei principi, De Martino ha risposto negativamente.
“In realtà non dovrebbe essere sufficiente”.
Ha però osservato che, nella pratica, la situazione può essere diversa.
“A volte una mera segnalazione al dirigente scolastico non soltanto basta per avviare un procedimento disciplinare, ma alcune volte è essa stessa l’unico fondamento del procedimento disciplinare”.
“Servono garanzie reali”
Secondo De Martino, fondare un procedimento esclusivamente su una segnalazione rappresenta una criticità, soprattutto perché il dirigente scolastico riceve spesso informazioni riferite indirettamente.
“A quel punto si basa tutta l’accusa su qualcosa che viene riferito da un genitore, a cui sono state raccontate determinate cose, chissà da chi, chissà come e chissà in quali condizioni”.
L’avvocato ha aggiunto che, in assenza di ulteriori verifiche, non si può escludere nemmeno che una segnalazione sia infondata.
“Se basta fare una segnalazione, quella segnalazione potrebbe anche essere frutto di immaginazione da parte di qualcuno”.
Per questo motivo, ha concluso, il procedimento disciplinare dovrebbe sempre poggiare su accertamenti adeguati.
“Ecco perché ci vogliono delle garanzie, delle garanzie reali e importanti”.
Source link




