Liguria

Amt, a settembre previsto il giro di boa: orario invernale “nuovo” e uscita dal tunnel della crisi


Genova. Sarà settembre il mese della svolta per Amt, dopo un’estate che rischiava di diventare ulteriormente infuocata per la protesta delle aziende private che gestiscono linee collinari e integrative. La tensione sembra rientrata, ma nel frattempo il servizio in queste settimane agostane è ridotto all’osso, con disagi continui per l’utenza già esasperata dalle conseguenze di una crisi che dura ormai da mesi. Dietro le quinte, in realtà, si lavora con l’obiettivo di recuperare energie in vista dell’orario invernale, quando sarà ormai vicina (incrociando le dita) l’uscita dal pantano.

Per decretare il salvataggio dell’azienda di trasporto pubblico genovese serve il via libera definitivo del Tribunale al piano di risanamento, cioè l’omologa. “Abbiamo ottenuto la proroga delle misure protettive fino al 21 ottobre in attesa dell’accordo per la composizione negoziata della crisi – spiega il vicesindaco Alessandro Terrile – ma l’obiettivo è fare prima. In questo mese contiamo di riuscire a chiudere gli accordi coi creditori, entro fine settembre dovrebbe arrivare l’omologa. A quel punto si creano le condizioni per dare vita a quel giro di soldi che permetterà di ricapitalizzare Amt“.

Un’operazione fondata sui 40 milioni di euro che la Regione verserà al Comune per investimenti sul trasporto pubblico. L’azienda, ricevuta quella somma, la userà per acquisire dal Comune stesso il deposito della metropolitana. Tursi potrà dunque sottoscrivere un aumento di capitale da 47,9 milioni e conferirà ad Amt altri 22,1 milioni sotto forma di crediti, mentre la Città metropolitana e gli altri Comuni soci metteranno 1,5 milioni. Poi ci saranno le integrazioni al contratto di servizio per un totale di 20,7 milioni in più ogni anno, di cui 15 milioni dalla Regione, 5 milioni dal Comune, 700mila euro dalla Città metropolitana. Tutta liquidità che arriverà nelle casse di Amt come manna dal cielo.

Le tensioni coi creditori però non mancano, perché il nuovo piano di ristrutturazione del debito prevede solo il pagamento del 50% senza interessi in un’unica soluzione a gennaio 2027. Un compromesso che dovrà essere approvato da almeno il 60% in ogni classe affinché il piano possa essere omologato. “Siamo molto vicini“, riferisce Terrile lasciando trapelare fiducia. D’altro canto l’unica alternativa concreta è il fallimento di Amt, col rischio per i fornitori di non vedersi restituire più nulla. Non tutti avranno lo stesso trattamento: Trenitalia incasserà subito 5 milioni e i restanti 15 milioni saranno convertiti in strumenti finanziari partecipativi con diritti patrimoniali.

Tra i pilastri del risanamento ci sono anche i tagli al servizio quantificati in 1,2 milioni di chilometri nel 2027. E l’orario invernale, pronto a scattare il 14 settembre con la riapertura delle scuole, dovrebbe diventare il primo banco di prova della famigerata rimodulazione attesa da mesi per garantire frequenze regolari senza corse saltate. La prospettiva però non è quella di una rivoluzione lacrime e sangue: “Sono in corso incontri tra azienda e sindacati – riferisce il vicesindaco -. Sarà l’orario di un’azienda che sta uscendo dalla crisi, ma con l’obiettivo di evitare il più possibile la riduzione delle corse. Rispetto all’anno scorso abbiamo i nuovi mezzi e un po’ di recupero in queste settimane c’è stato”.

Intanto è partito l’iter per i prepensionamenti attraverso il fondino finanziato dalla Regione, un piano di esodo incentivato che dovrebbe riguardare complessivamente 200 lavoratori nei prossimi due anni. L’accordo sindacale è stato firmato e le prime uscite sono attese entro il 2026, anche se la maggior parte sarà concentrata nel 2027. Dopodiché, nonostante la riduzione programmata di 300 unità entro il 2031, si dovrebbe tornare a parlare di assunzioni: “Dovremo capire se sono sostenibili, saranno oggetto di trattative nei prossimi mesi”, chiosa Terrile.

A margine di tutto questo, si attende ancora l’approvazione del bilancio 2024, il cui possibile “buco” da 56 milioni non emerge finora da numeri ufficiali ma da indiscrezioni che a loro volta differiscono dall’analisi di PwC, secondo cui il rosso ammontava a 74,5 milioni. “L’avvenuto accordo con i creditori è condizione necessaria per garantire la continuità aziendale – ricorda Terrile -. Una volta ottenuto quello, approveremo prima il bilancio 2024 e poi quello del 2025″.




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