“Logica a rovescio e sprechi”. L’attacco di FdI sul caos lampioni
Buio pesto quando il sole tramonta e lampioni sparati a pieno regime sotto il solleone di mezzogiorno. È il quadro di un’illuminazione pubblica “a macchia di leopardo e priva di qualunque coerenza” quello che emerge sul litorale romano, scatenando le proteste dei residenti e l’affondo politico dell’opposizione capitolina.
A sollevare il caso è Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, che denuncia un sistema di gestione della rete elettrica cittadina ormai fuori controllo: «Strade lasciate al buio nelle ore di maggiore necessità e quartieri illuminati a giorno quando la luce non serve a nulla. È una conduzione del servizio priva di ogni criterio, capace solo di generare insicurezza da un lato ed enormi sprechi di denaro pubblico dall’altro».
L’incubo di Viale Vasco de Gama: luci spente dopo le 22
La situazione più critica si starebbe verificando in viale Vasco de Gama, arteria centrale a due passi dall’incrocio con la commerciale via delle Baleniere e dal nodo di Lido Centro.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto, da oltre un mese i pali dell’illuminazione si disattiverebbero puntualmente intorno alle 22. In più d’un episodio la strada sarebbe rimasta persino completamente al buio per l’intera notte.
Una condizione che spaventa chi rientra a tarda ora: pendolari, lavoratori serali, giovani di ritorno dalla movida del lungomare e soprattutto donne costrette a muoversi a piedi tra marciapiedi invisibili e angoli d’ombra.
«Parliamo di un’area già segnata da bivacchi e contesti di degrado – incalza Conforzi –. Togliere la luce in un punto così strategico significa trasformarlo in una zona di caccia per malintenzionati e aumentare vertiginosamente la percezione di pericolo tra la gente».
Il paradosso dei lampioni diurni e l’ombra dell’ex colonia
Mentre viale Vasco de Gama sprofonda nelle tenebre, poche vie più in là si consuma il paradosso opposto. In via Costanzo Casana e via Carlo Marenco di Moriondo diversi corpi illuminanti resterebbero accesi senza soluzione di continuità, di notte come sotto il sole del pomeriggio.
Un “corto circuito” contabile e gestionale che Conforzi lega direttamente a un’altra spina nel fianco dell’amministrazione capitolina: le utenze per l’ex colonia Vittorio Emanuele III, struttura comunale in parte occupata per la quale l’esponente di FdI ha già presentato un esposto alla Corte dei Conti.
Documenti alla mano, tra il 2020 e i primi mesi del 2026 Roma Capitale avrebbe sborsato oltre 553 mila euro (IVA esclusa) per coprire le bollette del complesso.
«Il sospetto politico è inevitabile – accusa il capogruppo –: si spegne la luce nelle strade per rientrare nei consumi e tagliare i costi sulla pelle dei cittadini perbene, mentre il Comune continua a pagare le utenze a chi occupa abusivamente i beni pubblici. È una misura inaccettabile».
La richiesta ad Areti: “Verifiche immediate e responsabilità chiare”
Sulla vicenda Fratelli d’Italia promette battaglia. È stata inviata una richiesta formale agli uffici comunali di riferimento e ad Areti (la società del gruppo Acea gestore della rete di illuminazione) per un’ispezione immediata degli impianti di viale Vasco de Gama e il contemporaneo spegnimento delle utenze rimaste accese di giorno. «Vogliamo risposte trasparenti: occorre capire le ragioni del guasto, individuare i responsabili e fissare scadenze certe per il ripristino del servizio», conclude Conforzi.
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