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Recensione vivo Watch GT2: autonomia da record, ma non solo




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vivo Watch GT2 arriva in un momento tutt’altro che semplice per chi prova a farsi notare nel mondo degli smartwatch. Il mercato di fascia media è saturo, i prezzi sono sempre più compressi e a farla da padrone sono ormai da anni marchi come Amazfit, affiancati da HUAWEI, capace di proporre modelli delle generazioni passate a prezzi sempre più aggressivi.

La prima impressione al polso è quella di un orologio dal design classico, con linee curve e morbide che lo rendono gradevole senza risultare vistoso. Il display è molto grande e restituisce una quantità notevole di informazioni a colpo d’occhio, con colori vivaci e una buona resa anche all’aperto, come abbiamo potuto verificare durante una settimana di vacanza. Ma l’aspetto che ci ha colpito più di ogni altro è l’autonomia, capace di sorprendere fin dai primi giorni di utilizzo.

Basta tutto questo per emergere in una fascia di prezzo dove la concorrenza è spietata? Proviamo a scoprirlo insieme, partendo dalla confezione.

Confezione e primo avvio

Nella confezione di vivo Watch GT2 non troviamo nulla più del necessario: oltre allo smartwatch e al cinturino in silicone già montato, ci sono il cavo di ricarica magnetico a doppio pin, la guida rapida e poco altro. Nessun cinturino di ricambio incluso, un aspetto da tenere presente per chi è abituato a trovare accessori extra nella scatola.

Il primo avvio è rapido e senza intoppi: basta scaricare l’app Salute Origin (Origin Health a livello internazionale) ed effettuare il classico abbinamento via Bluetooth. Da lì è possibile scegliere tra un buon catalogo di watchface, impostare sveglie e configurare le prime opzioni di tracciamento. L’intera procedura risulta intuitiva anche per chi non ha mai usato uno smartwatch vivo in precedenza (o uno smartwatch in generale).

Scheda tecnica

  • Display: AMOLED da 2,07″, 432 x 514 pixel, vetro Panda Glass 1681 con curvatura 2,5D, rapporto schermo-scocca 82,4%, cornici di circa 1,8 mm (laterali) e 2,3 mm (alto/basso), refresh rate 60 Hz, picco di luminosità dichiarato fino a 2.400 nit (in modalità camminata, corsa, ciclismo e sci all’aperto)
  • Dimensioni e peso: circa 47,54 x 40,19 x 13,38 mm, circa 34,9 grammi senza cinturino
  • Processore: BES27110IBP
  • Memoria: 32 MB di RAM, 512 MB di memoria interna
  • Materiali: cornice in alluminio, colorazione Obsidian Black o Stella White con finitura ultra lucida
  • Resistenza: certificazione dichiarata IP6X per la polvere e 5 ATM per l’acqua
  • Sistema operativo: BlueOS 3.0, compatibile con Android e iOS tramite app Salute Origin (Origin Health)
  • Connettività: Bluetooth, NFC per accesso a porte smart compatibili (non supporta pagamenti)
  • Sport e salute: oltre 100 modalità sportive con focus su tennis e padel, monitoraggio di frequenza cardiaca, SpO2, stress con respirazione guidata, sonno (con HRV e SpO2 notturno), ciclo mestruale, assistente SOS emergenza
  • Batteria: 595 mAh
  • Autonomia dichiarata: fino a 25 giorni in uso Bluetooth massimo, 14 giorni in uso standard, 12 giorni con Always-On Display attivo (scenari di utilizzo specificati dal produttore)
  • Connettività: Bluetooth 5.4
  • Ricarica: cavo magnetico a doppio pin incluso
  • Comandi fisici: corona premibile e girevole con feedback aptico



Costruzione e vestibilità

vivo Watch GT2 punta su un design classico, con linee curve che ammorbidiscono la cassa e la rendono gradevole senza risultare eccessivamente sportiva o vistosa.

Il cinturino in silicone montato di serie porta con sé i pregi e i difetti tipici del materiale: la tenuta al polso è solida e non dà mai la sensazione di allentarsi durante il giorno, ma non brilla certo per traspirabilità, un aspetto da considerare per chi suda parecchio durante l’attività fisica (e non).

Sul fronte della resistenza ai segni d’uso, l’impressione è positiva. Lo smartwatch è stato utilizzato senza particolari accortezze, tra palestra, vacanza e vita di tutti i giorni, e dopo diverse settimane sia la cornice in alluminio sia il vetro del display non mostrano graffi visibili. Un buon segnale per chi cerca un dispositivo da indossare senza troppi pensieri.

L’unico controllo fisico presente è la corona, sia premibile che girevole, dotata di un feedback aptico durante la rotazione. Si tratta di un elemento che torna utile per navigare tra i menu e che funziona in modo complessivamente affidabile, anche se resta l’unico modo per interagire con l’orologio senza passare dal touchscreen.



Display

Il pannello AMOLED da 2,07″ di vivo Watch GT2 vanta una risoluzione di 432 x 514 pixel e si fa notare fin da subito per le sue dimensioni generose, un dettaglio che torna particolarmente utile a chi cerca informazioni sempre ben leggibili senza dover strizzare gli occhi. Il display se la cava più che decentemente anche sotto la luce diretta del sole, complice un picco di luminosità locale dichiarato di 2.400 nit, non riferito quindi all’intero schermo ma alle porzioni specifiche dove servono le informazioni essenziali durante attività come corsa, camminata o sci all’aperto. Durante l’ultima settimana di utilizzo prevalentemente all’aperto, la luminosità automatica si è dimostrata sufficientemente reattiva da adattarsi rapidamente alle diverse condizioni di luce, mantenendo sempre una buona leggibilità senza necessità di intervenire manualmente.

Il touchscreen risponde bene nella maggior parte delle situazioni quotidiane, ma con mani bagnate la precisione cala leggermente: sotto la doccia o in piscina capita di dover insistere un po’ prima che il tocco venga riconosciuto, un comportamento comunque in linea con quanto si riscontra su molti smartwatch di fascia simile.

È presente anche l’Always-On Display, la cui attivazione incide inevitabilmente sull’autonomia complessiva, con un impatto che varia anche in base alla watchface selezionata. Con un utilizzo intenso che normalmente garantisce circa dieci giorni di autonomia, l’Always-On Display può togliere un paio di giorni a questo bilancio, una perdita comunque contenuta rispetto a quanto si osserva su altri dispositivi della categoria.



Sport e sensori

Con oltre 100 modalità sportive a disposizione, vivo Watch GT2 copre un ventaglio piuttosto ampio di attività, dalla corsa al nuoto, passando per gli allenamenti in palestra fino a sport meno comuni. Durante la prova lo abbiamo messo alla prova in diversi contesti: corsa al chiuso su tappeto, allenamento di resistenza in stile circuito militare con esercizi misti, camminate all’aperto e qualche sessione di nuoto misto in piscina. In ogni caso, a fine sessione l’orologio restituisce un recap dettagliato direttamente sul display, con calorie, durata, frequenza cardiaca media e minima/massima, cadenza e falcata quando pertinenti, oltre a metriche più specifiche come l’effetto dell’esercizio su base aerobica e anaerobica e il tempo di recupero stimato.

Il monitoraggio della frequenza cardiaca si è dimostrato abbastanza affidabile: durante la corsa su tappeto i valori restituiti sono risultati allineati con quelli delle piastre cardio presenti sulla macchina, un buon segnale di coerenza. Diverso il discorso per il GPS integrato, che è presente ma non brilla per rapidità: il fix richiede spesso più di dieci secondi, con tempi che si allungano ulteriormente in contesti cittadini tra palazzi e alberi, e la precisione del tracciato non raggiunge i livelli di smartwatch più orientati allo sport.

Tra le funzioni più originali ci sono le modalità dedicate a tennis, padel, badminton e ping pong, pensate per riconoscere i movimenti del braccio e distinguere le diverse tipologie di colpo sfruttando accelerometro e giroscopio. A fine sessione vengono restituiti numero di colpi, distribuzione tra le tipologie, velocità stimata, durata e dati energetici, un livello di dettaglio superiore al semplice cronometro sportivo, anche se la precisione dipende inevitabilmente dal polso su cui viene indossato il dispositivo e dalla correttezza di alcuni gesti.

Per quanto riguarda la sensoristica, il Watch GT2 integra accelerometro, giroscopio, sensore geomagnetico, sensore Hall, GPS, sensore di luminosità e il sensore ottico per il rilevamento delle misurazioni legate al cuore composto da un LED e 2 fotodiodi.

Nel complesso, vivo Watch GT2 non si propone come uno sportwatch a tutto tondo: per allenamenti classici e monitoraggio quotidiano si comporta bene, ma chi cerca precisione estrema nel tracciamento delle performance dovrà orientarsi su dispositivi pensati specificamente per quello scopo.



Software e funzionalità

L’esperienza software di vivo Watch GT2, basata su BlueOS 3.0, si dimostra fluida nella navigazione quotidiana. Partendo dalla watchface principale, che può comunque essere scelta tra opzioni più ricche di informazioni, è possibile scorrere verso destra fino a un massimo di quattro schede personalizzabili, con dati su meteo, sonno, frequenza cardiaca, stress e altri parametri utili da consultare a colpo d’occhio.

Sul fronte notifiche, la gestione resta piuttosto basilare: sono disponibili solo risposte rapide preimpostate, e nemmeno su tutte le tipologie di notifica ricevute.

Più interessante il telecomando Bluetooth per la fotocamera, che funziona bene e si rivela una piccola aggiunta gradita per chi scatta foto con lo smartphone a distanza. Presenti anche le chiamate al polso, rese possibili da uno speaker e un microfono integrati che si comportano in modo discreto, sufficienti per una conversazione rapida o per un’emergenza. Non abbiamo invece testato la funzione NFC per l’accesso a porte smart compatibili, una funzione di nicchia che difficilmente farà la differenza per la maggior parte degli utenti.

Ci sono però alcuni aspetti che vanno segnalati con chiarezza. Il sistema si rivela piuttosto chiuso: niente possibilità di installare nuove applicazioni, niente pagamenti bancari, niente navigazione gestibile direttamente dallo smartwatch. A questo si aggiunge una certa instabilità della connessione Bluetooth, con perdite di connessione con lo smartphone capitate più volte durante la prova. Il problema si risolve riaprendo l’app Salute Origin, ma resta una seccatura nell’uso quotidiano.

Infine, un dettaglio che può sembrare marginale ma che pesa nella pratica: se si attiva il risveglio dello schermo tramite movimento del polso, questo continua a funzionare anche con la modalità Non disturbare attiva, costringendo a disattivare manualmente l’opzione prima di andare a dormire, salvo poi dimenticarsi di riattivarla il giorno successivo.

Se non altro si possono memorizzare fino a 20 sveglie. Anche tra gli smartwatch più blasonati vige la strana regola di limitarle a 10, qui se non altro avete il doppio delle possibilità.

Nel complesso, vivo Watch GT2 si comporta bene come base software, ma manca di alcune funzioni smart che ci si aspetterebbe da un dispositivo di questa categoria.



Autonomia e ricarica

L’autonomia è probabilmente il punto di forza più convincente di vivo Watch GT2, e la sua batteria da quasi 600 mAh si fa sentire fin da subito. Con luminosità automatica attiva, tracciamento costante di sonno, attività fisica, frequenza cardiaca e stress, notifiche sempre accese e qualche sessione sportiva registrata durante la settimana, ma con l’Always-On Display disattivato, il consumo di batteria non ha superato il 50% in sette giorni pieni.

Anche attivando l’Always-On Display e spingendo sull’utilizzo intenso, lo smartwatch è comunque riuscito a superare la settimana di autonomia: portato in vacanza senza il cavo di ricarica, non ha mai dato problemi di sorta, un risultato niente male considerando tutte le funzioni di monitoraggio attive contemporaneamente.

Una ricarica completa impiega poco più di due ore: non è rapidissima, ma la batteria è bella capiente.



Prezzo e concorrenza

vivo Watch GT2 arriva con un prezzo di listino di 149 euro, una cifra che lo colloca in una fascia di mercato particolarmente affollata. Basta guardare a modelli come l’Amazfit Active Max o, restando sul formato squadrato, l’HUAWEI Watch Fit 4, per capire quanta concorrenza si affronti in questo segmento di prezzo, con proposte spesso più mature dal punto di vista software o più ricche di funzioni smart.

Il discorso cambia se si considera lo sconto trovato su Amazon, che porta il prezzo a 118 euro: a questa cifra, vivo Watch GT2 diventa decisamente più interessante, soprattutto per chi cerca un’autonomia solida e un display ampio e ben leggibile, senza necessariamente puntare su un ecosistema smart completo o su un tracciamento sportivo estremamente sofisticato.

Il sample per questa recensione è stato fornito da vivo, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Qui trovate maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld.

Su alcuni dei link inseriti in questa pagina SmartWorld ha un’affiliazione ed ottiene una percentuale dei ricavi, tale affiliazione non fa variare il prezzo del prodotto acquistato. Tutti i prodotti descritti potrebbero subire variazioni di prezzo e disponibilità nel corso del tempo, dunque vi consigliamo sempre di verificare questi parametri prima dell’acquisto.

Giudizio Finale

vivo Watch GT 2

vivo Watch GT2 è uno smartwatch che sceglie di non strafare, puntando tutto su un design classico, un display ampio e ben leggibile e un’autonomia che si rivela uno dei suoi veri punti di forza. Chi cerca un dispositivo dalle linee sobrie, che strizzi l’occhio all’estetica di un Apple Watch ma con un costo decisamente più contenuto, troverà in questo modello un compagno interessante, tanto più che la compatibilità con iPhone lo rende accessibile anche a chi non usa Android, un dettaglio da non sottovalutare in questa fascia di prezzo. Il tracciamento sportivo funziona bene per le attività più comuni, dalla corsa in palestra al nuoto, con l’aggiunta curiosa delle modalità dedicate a tennis e padel, mentre il comparto smart mostra qualche limite non da poco: sistema chiuso, notifiche poco interattive, una connessione Bluetooth non sempre stabile e la gestione poco pratica del risveglio del polso con Non disturbare attivo. Non è quindi lo smartwatch giusto per chi cerca un ecosistema ricco di funzioni o un tracciamento sportivo di altissima precisione, ma per chi vuole un dispositivo affidabile, che non lasci mai a piedi grazie alla sua autonomia, senza pretese particolari, vivo Watch GT2 si dimostra una scelta sensata, soprattutto se acquistato al prezzo scontato.

Sommario

Costruzione e vestibilità 8

Display 8

Sport e sensori 7

Software e funzionalità 6.5

Autonomia e ricarica 9

Prezzo e concorrenza 7

Voto finale

vivo Watch GT 2

Pro

  • Design classico e curato, comodo da indossare tutto il giorno
  • Display ampio, luminoso e ben leggibile anche all’aperto
  • Autonomia molto solida, anche con Always-On Display attivo
  • Compatibile con Android e iPhone
  • Modalità dedicate a tennis, padel, badminton e ping pong

Contro

  • Sistema chiuso: niente app di terze parti, pagamenti o navigazione
  • Notifiche poco interattive
  • Connessione Bluetooth non sempre stabile
  • Risveglio del polso attivo anche con Non disturbare
  • GPS lento nel fix e non particolarmente preciso

Lorenzo Delli

Lorenzo Delli
Cresciuto a “computer & biberon”, mi sono avvicinato al mondo dell’informatica e della tecnologia alla tenera età di 5 anni. Mi occupo di news e recensioni legate ai PC (desktop e laptop) e al gaming, ma non disdegno elettrodomestici smart quali scope elettriche e friggitrici ad aria, preferibilmente con Bluetooth e Wi-Fi. Se trovate un meme sui canali social di SmartWorld è probabilmente colpa mia.


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