Società

MMulta per i genitori assenti ai colloqui scuola-famiglia, è polemica. Galiano: “Mamme e papà oggi sanno tutto, ma spesso non capiscono niente. Giusto multarli se assenti”

Erano diventati il tormentone pedagogico degli ultimi anni: genitori “chioccia”, “ombrello”, “sindacalisti” del registro elettronico, sempre pronti a contestare un voto in chat alle dieci di sera. E invece, arriva Bolzano a capovolgere il copione.

La multa per chi diserta i colloqui scolastici ha tirato fuori dall’ombra l’esatto opposto: mamme e papà che di scuola non vogliono sapere, che non si fanno vedere né ai ricevimenti né alle assemblee, che lasciano i figli in un vuoto di alleanza educativa.

Enrico Galiano, il professore-scrittore che da anni porta la scuola a teatro, non usa giri di parole a La Repubblica: “Bolzano ha fatto un atto di civiltà. Nella mia carriera, i ragazzi che arrancano di più sono quelli con i genitori che non vedi mai ai colloqui. Quelli che vanno benissimo, invece, spesso hanno famiglie così presenti che alla fine non sai più che cosa dire. Ma il problema è un altro: in ogni classe convivono entrambe le categorie, e tutte e due, a modo loro, sono difficili da gestire”.

Galiano chiude con una provocazione: “Diciamolo chiaro: i genitori oggi sanno tutto, ma spesso non capiscono niente. Sanno il voto, sanno il compito, sanno se il figlio è stato interrogato. Ma non sanno chi è quel figlio tra i banchi, perché per saperlo bisogna venire a scuola, non stare attaccati allo smartphone. La multa è una sveglia. Che però deve suonare per tutti: per chi non c’è mai e per chi è così presente da non lasciare respirare”.

Sarà davvero applicata?

La multa per i genitori, però, rischia di restare un fulmine a ciel sereno. Parola di Marco Galateo, vicepresidente della Provincia autonoma e assessore alla Scuola, che mette subito i puntini sulle “i”: “Nella scuola di lingua italiana non verrà applicata la legge che prevede di sanzionare i genitori che non seguono il percorso scolastico dei figli”. Una presa di distanza netta, che rischia di trasformare la norma discussa in tutto il Paese in un caso di scuola.

La legge provinciale numero 6, la cosiddetta Omnibus sulla scuola approvata il 23 giugno, ha fatto molto discutere. Tra gli obblighi per le famiglie ci sono la partecipazione ai colloqui con gli insegnanti, le riunioni scolastiche e gli incontri di consulenza ritenuti necessari. La multa, da 50 a 150 euro, sarebbe scattata a settembre. Invece, secondo Galateo, resterà sulla carta.

Ma com’è andata davvero? La norma ha spaccato la giunta fin dall’inizio. L’assessore racconta i retroscena: “Quando l’emendamento era arrivato all’esame dell’esecutivo, avevo espresso le mie perplessità. Alla fine era stato ritirato, per poi ricomparire a firma del capogruppo della Svp Harald Stauder nel testo approvato in commissione”. Galateo, tra l’altro, ha votato contro in Consiglio provinciale. Un paradosso: la legge c’è, ma chi dovrebbe farla applicare si oppone.

Interrogato sulla sua posizione, l’assessore spiega:  “Giusto coinvolgere i genitori, ma trovo sbagliato – innanzitutto dal punto di vista formale – punirli con una contravvenzione nel caso in cui non si adeguino. I dirigenti scolastici, cui spetterebbe il compito di erogare le multe, non sono poliziotti”.

La legge c’è e le multe sono scritte nero su bianco: come si fa a non applicarla? La risposta è tecnica ma politica: “C’è la legge, ma bisogna fare il regolamento attuativo. Non farò nulla di tutto questo e quindi – lo ripeto – nella scuola di lingua italiana la parte relativa alle contravvenzioni non sarà applicata”.


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