Tav, il sì di Merlo alla mobilitazione e la ferma condanna alla violenza politica – Torino Oggi

In vista della prossima manifestazione a favore dell’infrastruttura ferroviaria, si alza la voce di Giorgio Merlo, presidente nazionale di Scelta Cristiano Popolare, che delinea le motivazioni cruciali per scendere in piazza. Le sue parole tracciano un confine netto tra il dissenso democratico e le derive eversive, richiamando la necessità di completare un’opera considerata strategica.
Il doppio binario della piazza
Secondo l’esponente politico, la mobilitazione si poggia su due pilastri fondamentali. L’intento primario è quello di ribadire la centralità dell’alta velocità, chiedendo a gran voce di procedere con i cantieri.
A questo proposito spiega Merlo: “Sono due gli elementi di fondo della prossima manifestazione popolare a favore della Tav”.
Una posizione che punta al pragmatismo e alla sicurezza: “Un poderoso Sì alla realizzazione dell’opera accelerando gli interventi necessari per evitare ulteriori ed ingenti incrementi di risorse da un lato e, dall’altro, un altrettanto forte e massiccio No alla violenza politica”.
La riflessione si sposta poi sul clima di tensione che spesso circonda i dibattiti e le proteste legate alle grandi opere.
Nessuna indulgenza per i violenti
Il presidente di Scelta Cristiano Popolare lancia un monito severo contro ogni giustificazione nei confronti delle frange più estreme, invitando a una condanna corale e senza sconti dell’uso della forza, spiegando che la presa di distanza deve avvenire: “Senza riproporre ridicole, grottesche, burocratiche o protocollari prese di distanza”.
Il richiamo alle istituzioni e alla società civile è netto: “Perché attorno al ritorno della violenza politica – anche di natura terroristica – occorre un preciso e fermo pronunciamento”.
La linea tracciata non ammette tentennamenti, equiparando i silenzi a una tacita approvazione: “Chi non si dissocia con forza e convinzione ne è semplicemente complice. Da qualunque parte provenga”.
Un’infrastruttura strategica
La conclusione dell’intervento riporta il focus sull’utilità dell’opera, richiamando cittadini e forze politiche a un impegno attivo e palese: “Queste sono le due motivazioni di fondo che adesso quasi impongono una forte, convinta e coraggiosa mobilitazione politica di piazza e popolare a favore di una infrastruttura indispensabile non solo per Torino e il Piemonte ma per tutto il nostro Paese”.




