Tre agenti di Polizia insultati e aggrediti da un detenuto nel carcere di Biella
BIELLA – Prima gli insulti, poi l’aggressione: uno spaccato delle condizioni difficili nelle carceri piemontesi quanto successo ieri, 1° agosto, nel penitenziario di Biella.
Intorno alle 15 un detenuto, sottoposto al regime di sorveglianza particolare, durante una contestazione disciplinare, ha cominciato a insultare un viceispettore della Polizia penitenziaria, il preposto del padiglione e un agente in servizio nel reparto isolamento. Si è rifiutato di rientrare nella propria sezione, opponendo una violenta resistenza. Poi, si è impossessato di alcuni oggetti consegnatigli da altri detenuti e li ha utilizzati per colpire ripetutamente i tre poliziotti.
Solo il tempestivo intervento del personale ha consentito d’immobilizzare l’aggressore e ricondurlo nella propria camera. Gli agenti intervenuti hanno dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso, dove sono stati dimessi con prognosi rispettivamente di sette, dieci e dieci giorni. Vicente Santilli, segretario nazionale del sindacato Sappe per il Piemonte, ha espresso la vicinanza ai colleghi feriti, lodandone la professionalità.
«Le carceri stanno diventando terreno di conquista per detenuti sempre più violenti, mentre a pagare il prezzo sono, ogni giorno, le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria» – denuncia in un comunicato il Sappe, Sindacato autonomo Polizia penitenziaria – «Siamo di fronte all’ennesima aggressione annunciata. Le carceri piemontesi continuano a vivere una situazione esplosiva, aggravata dal sovraffollamento e dalla cronica carenza di personale. Gli episodi di violenza si susseguono con una frequenza impressionante e la risposta dell’Amministrazione continua a essere insufficiente. Non è più accettabile che gli agenti escano dal servizio per entrare in ospedale. Servono immediatamente rinforzi negli organici, tolleranza zero verso chi aggredisce il personale e provvedimenti disciplinari e penali esemplari».
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