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sbustare è come giocare d’azzardo o grattare un Gratta e Vinci? Non proprio

Il Gioco di Carte Collezionabili dei Pokémon è sulla cresta dell’onda e per milioni di appassionati ben poche cose riescono a eguagliare l’emozione di “sbustare”. La tensione e l’incertezza sul contenuto hanno spinto qualcuno ad accomunare quest’atto al gioco d’azzardo, ma ora ti spiego perché – nonostante qualche punto in comune – non è così.

Sbustare le carte Pokémon e giocare d’azzardo: quali sono i punti in comune?

Aprire le bustine del GCC Pokémon (così come quelle di qualsiasi altro gioco di carte collezionabili), giocare d’azzardo o grattare un gratta e vinci sono azioni con degli inequivocabili punti in comune, condividendo molteplici aspetti di tipo meccanico e psicologico. A monte c’è sempre un’azione fisica, come appunto aprire un pacchetto oppure spingere la leva di una slot machine, inoltre attivano tutte lo stesso circuito cerebrale della gratificazione, con un picco di dopamina che culmina al momento della rivelazione – che sia quella di una carta Pokémon tanto attesa o dei numeri vincenti della lotteria.

In tutti i casi si innesca il meccanismo del rinforzo intermittente, una molla psicologica molto potente: non sapere mai quando vincerai, per poi ricevere una ricompensa gratificante, rappresenta il più grande incentivo a ripetere l’azione comprando un nuovo pacchetto di carte oppure un altro gratta e vinci. Da non sottovalutare neppure il meccanismo del near miss: sbustare una carta buona ma non troppo oppure mancare la vincita al lotto per una sola cifra stimola l’illusione che il ritrovamento importante o la vincita vera siano a un soffio, spingendo a un nuovo acquisto o un’ulteriore giocata.

Le differenze chiave

Nonostante questi punti in comune, il Gioco di Carte Collezionabili Pokémon non è accomunabile al gioco d’azzardo, difatti non è riconosciuto in quanto tale dalla legislazione e non sottostà alle medesime regolamentazioni.

Innanzitutto, l’atto dello sbustamento non lascia mai l’utente con un pugno di mosche: se compri un pacchetto di 10 carte, dopo l’apertura avrai sempre e comunque 10 carte; se gratti un biglietto sfortunato o punti sulla squadra sbagliata, non riceverai assolutamente niente perdendo del tutto la somma spesa. Certo, il valore delle carte trovate può variare in base a molteplici fattori, che siano personali o legati al mercato della rivendita, ma le bustine contengono sempre dei beni fisici che restano nelle mani dell’utilizzatore, che possono anche anche essere scambiati oltre che venduti (provaci con un gratta e vinci nullo!).

Non bisogna poi dimenticare che, oltre al collezionismo, le carte Pokémon posseggono anche e soprattutto un’utilità di gioco. Non a caso si chiama Gioco di Carte Collezionabili dei Pokémon”, mica “Carte Collezionabili dei Pokémon”! A prescindere dal valore affettivo o economico, tutte le carte Pokémon possono essere utilizzate per cimentarsi nel gioco vero e proprio, il che annulla totalmente il concetto di “valore zero”.

Un’ultima precisazione

Abbiamo visto come il GCC Pokémon e il gioco d’azzardo siano cose separate alla base, tuttavia ci tengo a metterti in guardia da un ulteriore meccanismo che può finire per assottigliare il confine tra i due: se sbusti con il solo e unico obiettivo di trovare una “carta da investimento” da poter rivendere a centinaia di euro e più, ignorando del tutto le finalità di gioco e sbarazzandoti di tutte le altre carte di poco valore, allora rischi davvero di giocare d’azzardo. In tal caso finiresti davvero per rimanere a mani vuote, proprio come succede con una puntata sbagliata o un biglietto della lotteria non vincente.

Il GCC Pokémon non è pensato per questo, bensì per costruire mazzi con cui giocare, il piacere della collezione, la bellezza artistica delle carte e il senso di comunità. Con questi fini, la componente ludica è quella predominante e surclassa quella del rischio.


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