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AI Act, dal 2 agosto scattano gli obblighi di trasparenza: tutti i chatbot devono informare l’utente della loro natura artificiale

L’AI Act, il primo quadro normativo organico al mondo sull’intelligenza artificiale, arriva oggi alla sua applicazione generale. Dal 2 agosto tutti i chatbot, assistenti vocali, avatar e altri sistemi che interagiscono con le persone dovranno informare l’utente della propria natura artificiale. Ecco cosa cambia.

A entrare in vigore sono gli obblighi di trasparenza. I fornitori di AI devono progettare i sistemi in modo da informare gli utenti quando interagiscono con un chatbot. In particolare, dovranno aggiungere contrassegni leggibili per consentire il rilevamento di contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale. Questo non vale per i sistemi che sono sul mercato da prima di oggi e per cui l’obbligo di marcatura scatterà soltanto il prossimo 2 dicembre. Anche chi pubblica un deepfake dovrà dichiarare che il contenuto è stato creato con l’intelligenza artificiale. E, allo stesso modo, tutti i testi prodotti dall’AI e destinati a informare il pubblico su questioni di interesse generale. L’etichetta non è necessaria solo se il testo è stato sottoposto a controllo umano.

Per chi viola gli obblighi di trasparenza sono previste sanzioni fino al 3% del fatturato a livello globale o fino a un massimo di 15 milioni di euro. L’obiettivo, secondo la Commissione europea, è garantire che i cittadini possano riconoscere quando stanno interagendo con un sistema di intelligenza artificiale oppure quando un contenuto è stato generato o modificato con l’uso di questi strumenti. In questo modo dovrebbe ridursi il rischio di essere ingannati.

L’articolo AI Act, dal 2 agosto scattano gli obblighi di trasparenza: tutti i chatbot devono informare l’utente della loro natura artificiale proviene da Il Fatto Quotidiano.


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