piantumati e seccati due volte in un anno, esplode la protesta all’VIII Municipio
Un filare di alberi storici abbattuti nel momento sbagliato, due tentativi di ripiantumazione andati completamente a vuoto nel giro di pochi mesi e decine di giovani piante finite di nuovo al macero sotto la calura estiva.
È una storia di ordinario degrado amministrativo e cattiva gestione del verde pubblico quella che arriva da via Benedetto Croce, la strada che ospita proprio la sede del Municipio VIII.
A sollevare il caso, chiedendo interventi immediati e sanzioni rigorose, è la consigliera municipale del Gruppo Misto, Simonetta Novi, che traccia un bilancio drammatico sulla metamorfosi della via negli ultimi dodici mesi.
L’inizio del caos: gli abbattimenti fuori stagione
Secondo la ricostruzione della consigliera, la catena di errori sarebbe iniziata all’inizio dell’estate del 2025. I vecchi alberi della via, presenti da decenni ma considerati a fine ciclo vitale, sono stati abbattuti nei primi giorni di giugno: un periodo dell’anno in cui il Regolamento del Verde cittadino vieta categoricamente simili operazioni, a meno che non vi sia un documentato e imminente rischio di crollo.
Contestualmente al taglio dei vecchi esemplari, la ditta incaricata ha proceduto alla piantumazione di nuovi pruni. La risposta dell’ecosistema è stata implacabile: complice il caldo di luglio, dopo appena quattro settimane le nuove piantine si sono completamente seccate e sono state rimosse.
Il secondo tentativo e il disastro agronomico
Nell’autunno del 2025 si è arrivati al secondo round: la ditta è tornata sul posto per mettere a dimora una seconda mandria di pruni. Ma anche in questa circostanza, denuncia Novi, sarebbero state impiegate tecniche agronomiche errate e grossolane:
“I nuovi alberi sono stati piantati senza posizionare il tubo necessario per l’irrigazione profonda delle radici e coprendo persino di terra il colletto della pianta”, spiega la consigliera. “Il risultato è stato inevitabile: l’acqua fornita è andata in dispersione senza che il terreno riuscisse a trattenerla”.
L’epilogo si è consumato a fine luglio 2026: altri 30 giovani pruni ormai privi di vita sono stati tagliati e portati via per la seconda volta consecutiva.
“Un triplo spreco: ora sanzioni e controlli”
Il risultato finale è sotto gli occhi dei residenti e degli utenti delle uffici municipali: in un solo anno una strada ombreggiata e alberata si è trasformata in una distesa spoglia.
“Siamo di fronte a un triplo spreco di denaro e di risorse ecologiche”, attacca Simonetta Novi. “La cosiddetta ‘garanzia di attecchimento’ prevista dai contratti serve a coprire la fisiologica perdita di una piccola percentuale di piante, non la moria di interi filari abbattuti e ripiantati nei periodi sbagliati, con tecniche da dilettanti e senz’acqua. Ci aspettiamo provvedimenti esemplari contro la ditta esecutrice e nei confronti di chi, all’interno dell’amministrazione, aveva il compito di vigilare sui lavori”.
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