Scienza e tecnologia

tre videogiochi tra flop, rinascite e sogni infranti

L’attesa per un videogioco, soprattutto negli ultimi anni, è sempre più spesso influenzata dalla paura che quest’ultimo possa rivelarsi un flop fragoroso. Lo abbiamo visto diverse volte nel corso della storia dei videogiochi, fin dagli anni ’80, quando un titolo nello specifico (qualcuno ha detto E.T.?) rischiò di far fallire l’intera industria.

Oggi vogliamo quindi concentrarci su tre casi particolari e memorabili di videogiochi il cui lancio è stato tutt’altro che idilliaco. Su tre, due sono riusciti in qualche modo a rialzarsi, mentre uno è precipitato nell’oblio.

Il capolavoro annunciato di CD Projekt RED

Partiamo dal più recente Cyberpunk 2077, capolavoro annunciato di CD Projekt RED che, il 10 dicembre 2020, colse tutti alla sprovvista. Quello che per molti sarebbe dovuto essere il gioco dell’anno, ma che dico dell’anno, del decennio, si rivelò un disastro senza se e senza ma. Un livello tecnico ben al di sotto della sufficienza, ma soprattutto la mancanza dei contenuti promessi, sancirono il definitivo fallimento di Cyberperpunk 2077. Questo si tradusse non solo in recensioni al di sotto delle aspettative, ma anche in una ritorsione concreta a livello finanziario. Lo sviluppatore polacco perse oltre 1 miliardo in azioni.

La morte del city builder più famoso di sempre

Passiamo da un disastro tecnico ad un disastro di… design. Nel 2013 l’attesa per il nuovo SimCity era alle stelle. Dopo un quarto capitolo spettacolare, considerato ancora oggi il migliore della saga, la serie di city builder per eccellenza uscì con il suo più ambizioso progetto. Un capitolo che prometteva una interconnessione fra giocatori senza precedenti… peccato che proprio quell’aspetto fu la scure che sancì la definitiva morte del brand. L’always-online richiesto dal gioco si rivelò un boomerang, un cortocircuito nell’esperienza di gioco. I server di SimCity non riuscirono a gestire la mole di giocatori connessi simultaneamente, con la conseguenza diretta che il titolo non fu giocabile per diverse settimane.

La più bella storia di riscatto videoludico

Arriviamo infine a quello che forse è l’esempio più lampante di uscita disastrosa a cui è seguito un riscatto leggendario: No Man’s Sky. La versione del gioco di Hello Games uscita nel 2016 era zoppa, per usare un eufemismo. Niente – o quasi – di quello che lo sviluppatore indie aveva promesso era disponibile al lancio. Il non aver mantenuto gran parte delle promesse si trasformò presto in una tempesta mediatica senza precedenti. Tanto che la stessa Hello Games si rintanò nei suoi uffici per mesi, con un silenzio mediatico che aveva il sapore di sconfitta. Per fortuna, nel tempo, uscirono diversi aggiornamenti con l’obiettivo di inserire nell’esperienza ciò che si era promesso, e anche di più.


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