Economia

Iea: il caro petrolio rilancia le auto elettriche, Europa leader della crescita


L’aumento dei prezzi dei carburanti, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle interruzioni delle forniture petrolifere, ha dato nuovo slancio al mercato delle auto elettriche. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea), nel secondo trimestre del 2026 le vendite globali di veicoli elettrici sono cresciute del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 35% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

Il bilancio del primo semestre resta però leggermente negativo (-1%), frenato soprattutto dal rallentamento della Cina, il principale mercato mondiale delle auto elettriche. Le vendite nel Paese sono diminuite di quasi il 20%, un calo che ha inciso in modo significativo sui volumi globali.

Al di fuori della Cina, invece, il mercato continua a espandersi. Più di 90 Paesi hanno registrato un aumento delle vendite nei primi sei mesi del 2026. Tra i mercati più dinamici figurano Australia, Brasile, India, Corea del Sud e Vietnam, dove le immatricolazioni sono circa raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2025.

L’Europa si conferma l’area con la crescita più sostenuta tra i principali mercati. Nel primo semestre le vendite sono aumentate del 30% su base annua. La Germania ha immatricolato circa 140 mila auto elettriche in più rispetto a un anno fa, il Regno Unito circa 100 mila e la Francia 95 mila. Nell’Unione europea i veicoli elettrici rappresentano ormai oltre il 30% delle nuove immatricolazioni, contro il 27% dello scorso anno, mentre nel Regno Unito la quota raggiunge il 38%.

A livello mondiale, le auto elettriche hanno rappresentato il 24% delle nuove immatricolazioni nel primo semestre, un punto percentuale in più rispetto al 2025. L’IEA prevede che la quota possa salire al 29% entro la fine dell’anno.

Secondo l’Agenzia, il settore dei trasporti su strada, responsabile di circa la metà dei consumi mondiali di petrolio, è assai vulnerabile alla volatilità dei prezzi dei carburanti. In questo contesto, la diffusione dei veicoli elettrici rappresenta uno strumento per rafforzare la sicurezza energetica dei Paesi importatori di petrolio e ridurre l’esposizione di famiglie e imprese agli shock dei mercati energetici.

L’Iea cita in particolare il caso del Sud-Est asiatico, dove diversi governi hanno introdotto incentivi temporanei, programmi di rottamazione ed elettrificazione delle flotte per contenere la domanda di petrolio. Anche i consumatori sembrano aver reagito all’aumento dei prezzi: in Australia, ad esempio, un rincaro di circa il 34% della benzina nei primi mesi dell’anno è coinciso con un quasi triplicarsi delle vendite di auto elettriche nel mese di aprile.

Per il 2026, tuttavia, la debolezza del mercato automobilistico cinese continuerà a rappresentare il principale fattore di rischio per la crescita globale. Per la prima volta in questo decennio, osserva l’IEA, le vendite di auto elettriche in Cina sono destinate a rimanere sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, pur rappresentando oltre il 60% di tutte le nuove immatricolazioni, un livello record. Restano invece ampi margini di crescita nei mercati internazionali, sostenuti anche dal forte aumento delle esportazioni cinesi di veicoli elettrici, che nel primo semestre hanno già quasi eguagliato i volumi registrati nell’intero 2025.


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