Camere penali: stop alle udienze dal 23 al 29 settembre, nel mirino i «fatti di Perugia»

Gli avvocati penalisti si fermeranno dal 23 al 29 settembre. Lo ha deliberato la Giunta dell’Unione delle Camere penali italiane, proclamando una settimana di astensione dalle udienze penali e indicando tra le motivazioni anche la mancata conclusione degli accertamenti sui «gravissimi fatti di Perugia».
La protesta In una nota l’Unione ricorda che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il 4 giugno scorso aveva assunto l’impegno ad avviare verifiche attraverso l’Ispettorato generale. «A distanza di oltre due mesi – si legge – non è stata fornita alcuna informazione, né dal ministro né dal procuratore generale di Perugia, sollecitati con ripetute richieste».
Le richieste L’astensione, spiegano i penalisti, si inserisce in un contesto più ampio di criticità che riguarda il sistema della giustizia. L’Unione denuncia infatti lo stallo della riforma sul sequestro dei dispositivi digitali, i tentativi di ampliare il ricorso alle intercettazioni, l’estensione dei poteri preventivi di polizia anche nei confronti dei minori, la proposta di modifica dell’imputabilità minorile e la situazione del sistema penitenziario, definita ancora emergenziale per il sovraffollamento delle carceri e il numero dei suicidi registrati dall’inizio dell’anno.
La delibera La Giunta dell’Unione delle Camere penali chiede quindi al ministro della Giustizia di rendere noti gli esiti degli accertamenti sui fatti di Perugia e sollecita Governo e Parlamento a riprendere il percorso delle riforme garantiste e ad affrontare l’emergenza carceraria. L’organismo si riserva inoltre l’adozione di ulteriori iniziative sul piano politico e istituzionale.
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