Società

Valle d’Aosta, via libera a nuove classi: musica, sanità e manutenzione per fermare la dispersione scolastica

Nuove classi, nuovi indirizzi e una scommessa contro l’abbandono: la Valle d’Aosta ridisegna la propria offerta formativa per il prossimo anno scolastico. La delibera approvata venerdì 24 luglio dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessorato dell’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie, autorizza l’attivazione di ulteriori classi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, adeguando l’organico di diritto alla situazione di fatto per l’anno 2026/2027.

Il primo intervento riguarda l’Alta Valle, dove l’Istituzione scolastica Valdigne Mont-Blanc di Morgex potrà contare su una classe prima a indirizzo musicale. Una scelta dettata dal numero di iscrizioni pervenute, che dimostra quanto le famiglie del territorio credano in questo percorso.

E non è un caso: la Scuola secondaria a indirizzo musicale rappresenta ormai un presidio culturale consolidato in un’area dove l’offerta formativa legata alla musica è tradizionalmente limitata. Per molti ragazzi, quella di Morgex resta l’unica opportunità per studiare uno strumento senza dover affrontare lunghi spostamenti quotidiani.

Ma la manovra della Regione non si ferma qui. Al Centro regionale per l’istruzione degli adulti saranno attivate due classi miste dedicate agli indirizzi “Manutenzione e assistenza tecnica” e “Servizi commerciali”. Le iscrizioni, va ricordato, resteranno aperte fino al 15 ottobre 2026, e gli uffici prevedono un ulteriore incremento degli studenti. Un segnale chiaro: la domanda di formazione professionale, anche tra gli adulti, non accenna a diminuire.

Il capitolo più significativo, però, è probabilmente quello legato alla bassa Valle. Presso l’Isiltep di Verrès, sarà attivata la classe prima dell’indirizzo “Servizi per la sanità e l’assistenza sociale”. Si tratta dell’unico percorso di istruzione professionale offerto dall’istituzione scolastica e, soprattutto, di un’ancora di salvataggio per molti studenti del territorio. Fino a oggi, chi voleva intraprendere questo tipo di studi era costretto a trasferirsi ad Aosta, con tutte le difficoltà logistiche ed economiche che questo comporta. Ora, invece, i ragazzi della bassa Valle potranno restare a casa, frequentare un percorso professionalizzante e, auspicano i promotori, ridurre il rischio di abbandono scolastico. Una scelta che guarda dritto al problema della dispersione, un fenomeno che in alcune aree periferiche della regione assume contorni preoccupanti.

“Queste decisioni nascono dalla volontà di garantire, ove possibile, un’offerta formativa diversificata, capace di valorizzare le attitudini di ogni studente e di offrire opportunità concrete anche a chi è maggiormente esposto al rischio di dispersione scolastica”, spiega l’assessore Erik Lavevaz. “Interveniamo in una fase di transizione verso il nuovo dimensionamento della rete scolastica regionale, che sarà l’occasione per approfondire le prospettive future anche alla luce dei dati demografici disponibili. Continuiamo a lavorare per conciliare le esigenze degli studenti e delle istituzioni scolastiche con un quadro normativo complesso, attraverso interventi mirati che contribuiscano a migliorare la qualità dell’offerta educativa e a sostenere ragazze e ragazzi nel completamento del proprio percorso di studi”.

L’assessorato ha già fatto sapere che il lavoro di adeguamento dell’offerta formativa proseguirà nei prossimi mesi, in vista di un riordino più complessivo della rete scolastica regionale. Ma per il momento, tra musica, sanità e manutenzione, la Valle d’Aosta sceglie di non lasciare indietro nessuno.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »