Sardegna

Nella provincia di Oristano 125 incendi da inizio stagione. Cala la superficie percorsa dal fuoco

Oristano

Primo bilancio del Corpo forestale

La provincia di Oristano chiude la prima parte della campagna antincendi 2026 con numeri inferiori alla media degli ultimi anni, ma con episodi che hanno impegnato duramente il sistema regionale. Secondo i dati ufficiali del Corpo forestale, aggiornati al 28 luglio, nel territorio oristanese si sono registrati 125 incendi, per una superficie complessiva di 409 ettari percorsi dal fuoco.

Nel dettaglio le fiamme hanno percorso una superficie boschiva di 32,4 ettari, e non boschiva di 376,79 ettari, per un totale complessivo di 409,19 ettari.

Il confronto con la media del periodo 2014‑2025 evidenzia un calo delle superfici. L’Oristanese segna un -93% di superficie boschiva bruciata, un -71% di superficie non boschiva e un -77% sul totale, rispetto ai valori medi degli anni precedenti.

Tra gli incendi più significativi spicca quello di Uras, in località Mitza Mandronis, che l’11 luglio ha devastato 175,59 ettari, risultando il più esteso dell’intera provincia.

Di rilievo anche il rogo di San Nicolò d’Arcidano, in località Pauli Craxa, con 41 ettari bruciati, e quello di Sorradile, che ha percorso 30,93 ettari.

michele chessa

Il comandante dell’Ispettorato forestale di Oristano, Michele Chessa

Il Corpo forestale ritiene che la quasi totalità degli incendi sia di natura colposa, spesso riconducibile ad abbruciamenti mal gestiti, effettuati senza le necessarie cautele o in condizioni climatiche inadatte.

Le alte temperature di metà luglio, insieme a giornate caratterizzate da vento e umidità molto bassa, hanno favorito l’innesco e la propagazione dei roghi, soprattutto nelle zone agricole e nelle aree di interfaccia.

A confermare la complessità della stagione è anche il comandante dell’Ispettorato forestale di Oristano, Michele Chessa, che ha definito questo avvio di campagna antincendi “impegnativo”, sottolineando come si siano verificati incendi gravissimi e come, in diversi casi, il lavoro investigativo abbia permesso di individuare i responsabili.

Giovedì, 30 luglio 2026

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