Allerta agosto il “rischio invisibile” delle batterie al litio si fa rovente
Vi ricordate le immagini e la paura per il rogo che ha devastato il polo logistico di Milano? Se quell’episodio ha scosso l’intera filiera distributiva, oggi la situazione rischia di diventare ancora più critica. Con l’innalzamento delle temperature e i termometri che schizzano alle stelle nei capannoni non adeguatamente climatizzati o ventilati, la minaccia nei centri di smistamento si fa rovente.
È un’emergenza che non riguarda solo l’Italia, ma che trova riscontro nei dati e nei rapporti dei vigili del fuoco e degli enti di sicurezza di tutta Europa e del Nord America: ogni estate si registra un picco di interventi legati a stoccaggi impropri e a merci in giacenza prolungata.
Il mix esplosivo tra temperature estreme e la movimentazione quotidiana di migliaia di pacchi contenenti batterie e dispositivi a batteria (dalle e-bike ai monopattini, fino a pc e smartphone) alza drammaticamente l’asticella del pericolo. Si tratta di merci classificate a livello internazionale come pericolose ai fini del trasporto, la cui stabilità chimica viene messa a dura prova dal caldo: se un dispositivo è difettoso o un imballaggio non a norma non protegge i contatti da urti e cortocircuiti, il calore elevato può accelerare e aggravare il temuto fenomeno dell’instabilità termica (thermal runaway), un surriscaldamento incontrollato capace di sprigionare fumi tossici e innescare incendi devastanti e difficilmente domabili con i comuni sistemi di estinzione.
«L’episodio di Milano richiama un principio essenziale di responsabilità condivisa», afferma il CEO di Serpac, società specializzata nella progettazione, sviluppo e vendita di imballaggi ed etichette per il trasporto di merci pericolose. «La sicurezza di una spedizione contenente batterie al litio non si garantisce solo nell’hub, ma si costruisce prima ancora che il collo entri nel sistema logistico. Ciò significa una corretta classificazione, l’impiego esclusivo di imballaggi omologati quando richiesti, la protezione rigorosa contro cortocircuiti e l’applicazione puntuale delle marcature e delle etichette previste dalle normative vigenti».
L’obbligo di spedire in conformità non ammette deroghe: proteggere i contatti, utilizzare imballaggi omologati per il trasporto di merci pericolose e segnalare correttamente il contenuto è l’unico modo per proteggere l’infrastruttura e, soprattutto, le persone.
«Non rispettare questi standard – conclude il CEO di Serpac – non è solo una leggerezza, ma una minaccia concreta per l’intera catena logistica. La diligenza nell’imballaggio e nella dichiarazione del contenuto non è solo un adempimento legale, ma una fondamentale responsabilità civile e professionale».
Il rogo di Milano ci ricorda che la sicurezza deve correre veloce quanto la logistica. La sfida, oggi, è trasformare la consapevolezza dei rischi in procedure rigorose, garantendo che ogni collo contenente batterie al litio, prima di iniziare il suo viaggio negli hub della filiera, sia inequivocabilmente un collo sicuro.
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