È allarme siccità in Piemonte, Cirio verso lo stato d’emergenza
Dopo gli incendi, ora c’è l’aggravarsi della siccità. E la giunta Cirio è pronta a proclamare per la prima volta lo stato di emergenza regionale. È il debutto della nuova norma varata poco più di un mese fa dall’assessore Marco Gabusi e che permette alla Regione di dichiarare in proprio l’emergenza in caso di calamità naturale, senza aspettare la trafila burocratica romana e con un pacchetto immediato di risorse a disposizione, circa 1,5 milioni di euro.


Il Grattacielo ne parlerà oggi pomeriggio durante il tavolo per l’emergenza idrica, convocato per fare il punto sulla situazione dei bacini piemontesi con Prefetture, Province, associazioni agricole, enti di gestione. Analoga riunione c’era stata un paio di settimane fa e l’ipotesi era già stata valutata. La scelta era poi stata quella di chiedere a Valle d’Aosta e Canton Ticino un aumento della fornitura di acqua immessa in Piemonte per uso agricolo, uno dei settori maggiormente colpiti dalla carenza idrica (oltretutto in diversi comuni montani la fornitura è già adesso garantita con le autobotti). Ma non è bastato, anche perché non è solo il Piemonte a trovarsi in difficoltà.
A preoccupare ora è la nuova ondata di calore iniziata in queste ore. Nei prossimi giorni, spiegano dalla Regione, sono attese «temperature superiori di oltre cinque gradi rispetto alle medie stagionali e condizioni generalmente asciutte, con poche precipitazioni sui rilievi». I numeri diffusi dall’Arpa sono tutt’altro che rassicuranti, d’altronde. L’ultimo bollettino idro-meteorologico di un paio di giorni fa definisce “marcato” – il grado più grave possibile – il deficit idrico osservato e previsto in quasi tutto il Piemonte: Canavese e Valli di Lanzo, Val di Susa, Chisone e Pellice, Valli Cuneesi, Alessandrino. Va lievemente meglio su Novarese e Vercellese, dove il deficit è solo “moderato”. Allo stesso modo la portata di tutti i bacini, a cominciare dal Po, è ampiamente inferiore alla media del periodo ed è in peggioramento.
Le temperature sono poi in aumento. Sempre l’Agenzia regionale per l’ambiente ha emesso le sue previsioni sulle ondate di calore. Oggi è un moltiplicarsi di bollini rossi, assegnati alle province di Torino, Asti, Alessandria e Cuneo: è il livello più alto, tre su una scala di tre, indice di “forte disagio elevato e persistente”. Domani andrà meglio su Torino, con disagio “moderato” e soprattutto su Biellese e Vco, ma l’allerta rossa rimarrà su tutto il resto della regione, con minime fino a 25 gradi e massime a 36-37 (e un picco di 39 percepiti ad Alessandria).


Un quadro simile, unito agli effetti degli incendi che hanno colpito in queste settimane soprattutto l’area del Gran Paradiso, la Valsesia e il Verbano-Cusio-Ossola, spingerà così il presidente Alberto Cirio ad avviare la procedura di emergenza regionale. L’atto servirà ad attivare un coordinamento apposito sugli interventi, adottare ordinanze di Protezione civile, sostenere economicamente comuni ed enti locali attraverso procedure più rapide. «Molto probabilmente attiveremo lo stato di emergenza, che ci permetterà di accedere subito ai fondi – spiega l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati –. Valuteremo di chiedere anche l’emergenza nazionale, magari in accordo con altre regioni».
Proprio ieri Marnati ha chiesto a Enel la disponibilità ad aumentare l’acqua rilasciata dagli impianti idroelettrici verso il Lago Maggiore, dove il livello è vicino allo storico record negativo. Obiettivo, «mitigare gli impatti ambientali e tutelare la zona litoranea, soprattutto in questo periodo estivo caratterizzato da un’importante affluenza di turisti e residenti».
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