Scuole aperte dal 31 agosto: “Altro che 100mila, gli iscritti sono poco più di 8mila”. FdI contesta i numeri della sperimentazione in Emilia Romagna

L’apertura anticipata delle scuole primarie in Emilia-Romagna diventa terreno di confronto politico. Marta Evangelisti, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, giudica inferiore alle attese l’adesione alla sperimentazione prevista dal 31 agosto al 14 settembre 2026, periodo che precede l’avvio ufficiale delle lezioni.
Secondo i dati diffusi dalla Regione e riportati dall’ANSA, saranno circa 8mila i bambini coinvolti nelle attività educative, sportive e culturali organizzate nei territori aderenti. La misura è sostenuta da un investimento regionale di 3 milioni di euro e interessa i Comuni delle aree Atuss.
La contestazione sui numeri
Evangelisti mette a confronto le iscrizioni raccolte con la platea potenziale di circa 100mila alunni richiamata durante la presentazione del progetto. Per la rappresentante di FdI, la distanza tra i due valori mostrerebbe una risposta limitata rispetto alle aspettative iniziali.
Il confronto richiede tuttavia una precisazione: i 100mila bambini indicavano il bacino teoricamente raggiungibile dalla misura, mentre gli 8mila rappresentano le adesioni effettive alla prima sperimentazione. Non si tratta quindi di una previsione formale di partecipazione, ma di due grandezze differenti.
La capogruppo sostiene comunque che il risultato imponga una verifica sull’organizzazione e sulla comunicazione dell’iniziativa. “Doveva essere una rivoluzione e invece gli iscritti sono pochi”, afferma, chiedendo che prima di rendere strutturale il progetto dal 2027 siano valutati costi, adesioni e funzionamento del servizio.
Il ruolo affidato ai Comuni
Un altro punto sollevato da Fratelli d’Italia riguarda gli oneri sostenuti dagli enti locali. Le attività non costituiscono un anticipo delle lezioni ordinarie: sono servizi aggiuntivi realizzati dai Comuni, anche attraverso personale educativo esterno, negli edifici scolastici o in altre strutture disponibili.
La Regione ha previsto che i progetti possano coprire entrambe le settimane comprese tra il 31 agosto e il 14 settembre oppure un periodo minimo di una settimana.
Già nelle settimane successive all’annuncio, l’Anci regionale aveva chiesto chiarimenti sulle risorse e sulle modalità operative, segnalando difficoltà legate al reclutamento degli educatori, alla disponibilità degli spazi e ai tempi di predisposizione delle attività.
Evangelisti chiede quindi che i finanziamenti regionali garantiscano la copertura effettiva delle spese sostenute dai Comuni e annuncia un monitoraggio dell’avvio del servizio.
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