Creazione di nuovi Comuni e referendum anche su Piano sanitario o dei trasporti: la proposta di legge regionale

I cittadini potrebbero potersi esprimere anche su alcune delle decisioni più importanti dell’amministrazione come il Piano sanitario, quello dei trasporti o dei rifiuti. È questa una delle principali opportunità di cui si parla nel disegno di legge con cui la nuova legislatura ‘mettere in regola’ la legge regionale 14 del 2010 che disciplina i meccanismi con cui cittadini, enti locali e associazioni possono partecipare alle decisioni della Regione rendendolo più coerente con lo statuto regionale. Mercoledì mattina, il consigliere regionale Francesco Filipponi (Pd) e l’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli hanno illustrato a Palazzo Cesaroni i punti principali di un disegno di legge che, secondo Filipponi «punta a passare da una democrazia partecipativa a quella diretta». Gli altri firmatari sono i dem Maria Grazia Proietti, Cristian Betti, Letizia Michelini e Luca Simonetti (M5s).
Istruttoria pubblica Tra le novità principali proposte c’è l’aggiunta dell’istruttoria pubblica tra gli strumenti di partecipazione cittadina, ad oggi solo prevista dallo statuto regionale ma non ancora disciplinata. L’istruttoria permetterebbe a cittadini, associazioni ed enti del Terzo settore di chiedere all’Assemblea legislativa un approfondimento pubblico su temi rilevanti dopo aver raccolto 3 mila firme. In questo contesto, è previsto anche l’abbassamento dell’età minima per poterlo richiedere, a 16 anni compiuti, per i residenti in Umbria oppure per chi ci lavora o studa da almeno un anno.
Referendum abrogativo In relazione all’istituto del referendum, stavolta già previsto dalla legge del 2010, il lavoro che è stato fatto è di estensione degli ambiti per cui può essere richiesto; se oggi è valido solo per le leggi regionali e i regolamenti, nel caso in cui la legge venisse approvata, sarà possibile indire il referendum anche per gli atti amministrativi di alta programmazione (come il Piano socio-sanitario o quello sui trasporti). In questo caso, serviranno però 50 mila firme, contro le 10 mila necessarie per leggi e regolamenti, mentre rimangno comunque escluse leggi di bilancio e tributarie. Si tratta, secondo Filipponi di «una scelta che aumenta la responsabilità delle istituzioni e la capacità dei cittadini di incidere sulle scelte che orientano la Regione per anni».
Articolo 44 Un altro punto su cui il disegno di legge va a proporre un’importante modifica è l’articolo 44 che, con l’aggiunta dei commi 2bis e 2ter, consentirebbe di istituire, in deroga, un nuovo Comune con almeno 1.500 abitanti – invece che 10 mila – qualora ricorrano «particolari ragioni storiche – spiega Filipponi – oppure esigenze legate alla conformazione geografica o morfologica del territorio». L’obiettivo di questa modifica, secondo l’assessore è «evitare la creazione di Comuni troppo piccoli per i quali non potrebbero essere garantiti i servizi». In questi casi, la richiesta dovrà essere accompagnata da una dettagliata relazione tecnica che dimostri, tra le altre cose, la sostenibilità economica e organizzativa del nuovo Comune, che non potrà pesare finanziariamente sulla Regione.
Piccoli Comuni Questa proposta arriva in un momento in cui il dibattito sulla volontà di costituire un Comune autonomo di Collestatte e Torre Orsina è molto acceso. Le due frazioni ternane infatti rivendicano la storica autonomia persa nel 1927; qualora la proposta di legge venisse approvata, per i due enti territoriali – che vantano intorno ai 1.700 abitanti – l’abbassamento della soglia limite a 1.500 abitanti, potrebbe dare una spinta, rendendole giuridicamente idonee a presentare la richiesta. Tuttavia, la questione presentata su Umbria24 nei giorni scorsi da Paolo Coletti è anche economica e da questo punto di vista, il ddl non aiuta: la sostenibilità finanziaria, stando alle parole del primo firmatario non può pesare sulla Regione e questo significa che i costi fissi per il piccolo comune comunque sarebbero insostenibili.
Digitalizzazione e Modernizzazione Nel tentativo di rendere più attuale una legge che è ormai vecchia di 16 anni, la maggioranza propone anche alcune modifiche strutturali sia al testo della norma che ai procedimenti amministrativi; nella proposta vengono eliminate alcune terminologie ormai superate come ‘persone disabili’ che diventerebbero ‘persone con disabilità’ o ‘Consiglio regionale’ che verrebbe sostituito con ‘Assemblea legislativa’. A livello invece procedurale, in nome di una maggiore trasparenza, si prevede che le informazioni sull’iter dei provvedimenti siano diffuse attraverso il sito istituzionale dell’Assemblea legislativa, nuovi canali digitali e i social media della Regione.
I prossimi passi Ora la proposta inizia il suo iter istituzionale in Assemblea legislativa; il testo verrà assegnato alla commissione competente per l’esame e l’eventuale presentazione di emendamenti, per poi approdare in Aula per la discussione e il voto definitivo. Solo dopo l’approvazione del Consiglio regionale e la successiva pubblicazione sul Bollettino ufficiale la nuova disciplina potrà entrare in vigore. Secondo le stime del consigliere, si tratta di un procedimento che richiederà almeno due mesi.
–GUARDA L’INTERVISTA AL CONSIGLIERE FILIPPONI–
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