Usl1: nonostante i tentativi non abbiamo trovato un medico sostitutivo a San Giustino. Ecco le alternative

La carenza di medici di medicina generale continua a creare difficoltà anche nell’Alta Valle del Tevere. A San Giustino, infatti, dal primo agosto cesserà l’attività del dottor Brunero Giovagnini e, nonostante tutte le procedure previste dall’Accordo collettivo nazionale della Medicina generale (Acn), la Usl Umbria 1 non è riuscita a individuare un sostituto.
L’Azienda sanitaria spiega di aver avviato con largo anticipo tutte le procedure previste dalla normativa per garantire la continuità dell’assistenza. Già nell’aprile 2026, nell’ambito della pubblicazione regionale degli ambiti carenti della medicina generale, erano state individuate per il Comune di San Giustino cinque zone carenti, relative sia agli incarichi a ciclo di scelta sia a quelli ad attività oraria, con l’obiettivo di assicurare una copertura stabile del fabbisogno assistenziale.
La procedura, però, non ha consentito di individuare alcun professionista disponibile, nemmeno tra i medici iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale, confermando una difficoltà di reperimento che interessa ormai numerosi territori.
Esaurito senza risultati questo primo passaggio, la Usl Umbria 1, insieme al Comitato aziendale della Medicina generale, ha attivato anche la procedura di interpello per il conferimento di un incarico provvisorio, rivolta ai medici inseriti nella graduatoria aziendale. Anche in questo caso nessun professionista ha manifestato la disponibilità ad assumere l’incarico.
Conclusi senza esito gli strumenti ordinari previsti dall’Acn, il Distretto Alto Tevere, d’intesa con la direzione aziendale, ha quindi messo in campo le ulteriori misure organizzative consentite dalla normativa per limitare i disagi ai cittadini.
In particolare è stato chiesto ai medici di assistenza primaria dell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft) di San Giustino che avevano scelto l’autolimitazione del massimale di incrementare volontariamente il numero degli assistiti fino ai limiti consentiti. Grazie alla disponibilità della dottoressa Giulia Galeotti è stato possibile aumentare la capacità assistenziale di 300 pazienti, mentre un altro medico ha comunicato la disponibilità ad ampliare ulteriormente il proprio massimale.
Parallelamente la Usl ha coinvolto anche i medici dell’Aft di Città di Castello, chiedendo la disponibilità ad aprire un secondo ambulatorio a San Giustino per garantire la prossimità del servizio. Anche questa iniziativa, tuttavia, non ha raccolto adesioni.
Secondo l’aggiornamento fornito dall’Azienda sanitaria, circa un terzo degli assistiti del dottor Giovagnini ha già scelto un nuovo medico all’interno del Comune di San Giustino. Un ulteriore terzo potrà essere accolto nei posti ancora disponibili nello stesso territorio, mentre i restanti cittadini potranno esercitare il diritto di libera scelta rivolgendosi ai medici operanti nel vicino Comune di Città di Castello.
La Usl Umbria 1 evidenzia come la situazione di San Giustino sia l’effetto della più generale carenza di medici di medicina generale che interessa gran parte del Paese. Nonostante questo scenario, sottolinea di aver applicato tutte le procedure e le misure organizzative previste dall’Accordo collettivo nazionale, nella costante ricerca di soluzioni per garantire la continuità dell’assistenza.
Il Distretto Alto Tevere – fa sapere – continuerà a monitorare quotidianamente l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione ai cittadini più fragili. È inoltre già stato programmato un confronto con le organizzazioni sindacali della Medicina generale per valutare, nell’ambito degli strumenti consentiti dall’Acn e dalla normativa vigente, ulteriori iniziative organizzative che possano rafforzare l’assistenza territoriale e assicurare la continuità del servizio nel Comune di San Giustino.
The post Usl1: nonostante i tentativi non abbiamo trovato un medico sostitutivo a San Giustino. Ecco le alternative appeared first on Umbria 24.
Source link

