Umbria

Edicola 518 lancia la t-shirt per difendersi dalle polemiche

«Siamo in una situazione delicata e solo Sant’Ercolano può salvarci». Con questo slogan Edicola 518 ha annunciato la vendita della t-shirt d’artista realizzata insieme al muralista Nic Alessandrini, autore dell’opera – al centro di numerose polemiche – che campeggia sulla saracinesca dello storico chiosco delle scalette di Sant’Ercolano, nel centro storico perugino. L’iniziativa nasce come raccolta fondi per affrontare le spese sostenute negli ultimi mesi, tra sanzioni amministrative, consulenze tecniche e costi legali legati alle contestazioni che hanno accompagnato il decennale del progetto.

Autofinanziamento L’annuncio sui social del collettivo parla di «vergognosi attacchi» subiti dall’attività. Le vicende degli ultimi mesi hanno infatti comportato aggravi economici e organizzativi, tra cui una multa per presunto inquinamento acustico imputato alla festa per il decennale, spese legali per rispondere agli esposti presentati e la predisposizione di ulteriore documentazione tecnica richiesta dagli uffici competenti. Per far fronte ai costi, Edicola 518 chiama a raccolta la cittadinanza, trasformando le difficoltà in un’iniziativa culturale e di autofinanziamento: la vendita di una maglietta illustrata proprio da Nic Alessandrini, con lo slogan «La città è un miracolo».

La storia Nel 2025 il collettivo aveva presentato ‘L’Edicola che vorrei’, progetto vincitore dell’avviso pubblico “Laboratorio creatività contemporanea” del ministero della Cultura. L’iniziativa prevedeva un percorso partecipativo culminato nella trasformazione dello storico chiosco, con la riapertura fissata simbolicamente per il primo giugno 2026, esattamente dieci anni dopo l’inaugurazione del progetto culturale. Alla riapertura, il chiosco cambia quindi funzione: la vendita di libri e riviste si trasferisce nella vicina libreria Paradiso 518, mentre la storica edicola è stata riconvertita in un’«oasi urbana per l’esibizionismo culturale», aperta gratuitamente alla cittadinanza, con una gradinata in legno, una fontana pubblica e postazioni dedicate alla lettura.

Il murale Alla riapertura, partono però le polemiche: al centro, il murale realizzato da Nic Alessandrini sulle saracinesche dell’edicola. L’opera raffigura la testa mozzata di Ercolano, patrono di Perugia, al tempo vescovo, che provò ad opporsi agli Ostrogoti di re Totila, che per sette anni occuparono la città. Il vescovo, poi fatto Santo, venne decapitato e gettato dalle mura: il mito vuole che la sua testa sarebbe stata ritrovata proprio nei pressi della scalinata dove oggi sorge il chiosco. Il primo a puntare il dito contro l’opera è l‘ex assessore alla Cultura della giunta Romizi, Leonardo Varasano, definedola «incomprensibile». Nei giorni successivi alla riapertura, invece, la consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Margherita Scoccia, presenta una segnalazione alla Soprintendenza chiedendo di verificare la regolarità delle autorizzazioni necessarie per il murale, considerata la vicinanza con un’area sottoposta a tutela: la chiesa di Sant’Ercolano, appunto. Autorizzazioni che non sembrano risultare alla Soprintendenza, che a sua volta chiede al Comune di avviare delle verifiche amministrative.

La replica In un lungo comunicato postato sui social, il collettivo si è difeso e ha difeso la scelta del soggetto del murale, che richiama l’iconografia tradizionale del Santo patrono di Perugia. Ma dopo le polemiche social, arrivano altri procedimenti amministrativi: esposti e la sanzione per inquinamento acustico ricevuta dopo la festa organizzata per il decennale. Un «tentativo di ostacolare una delle esperienze culturali più attive della città» secondo Edicola 518, ma le polemiche, dicono, non avrebbero fatto diminuire il supporto della popolazione, anzi.

Il miracolo Ed è in questo contesto che nasce la nuova iniziativa: anziché limitarsi a denunciare le difficoltà incontrate, Edicola 518 ha scelto di trasformarle in un’operazione di autofinanziamento e comunicazione. La maglietta, illustrata dallo stesso artista finito al centro della controversia, diventa così il simbolo di una risposta «con stile». Lo slogan «La città è un miracolo» ha un duplice significato, spiegano dal collettivo: da un lato si richiama la figura di Sant’Ercolano – a cui viene attribuito appunto il miracolo di essere morto decapitato, ma riesumato intatto quaranta giorni dopo – sia l’idea di una comunità capace di sostenere i propri spazi culturali.

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