Piemonte

le opposizioni chiedono di congelare il nuovo piano regolatore

Dopo il rinvio a giudizio dell’assessore all’urbanistica di Torino Paolo Mazzoleni non si sono fatte attendere le richieste delle opposizioni di sospendere l’iter del nuovo piano regolatore di cui Mazzoleni è l’attore principale del progetto preliminare contro cui sono state presentate 875 osservazioni.

Le richieste arrivano dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in comune a Torino Andrea Russi e da L’altra Torino il polo alternativo di sinistra in vista delle prossime elezioni amministrative 2027.

Scrive Andrea Russi

Chiediamo al sindaco Lo Russo di sospendere l’iter del nuovo Piano regolatore fino a quando la posizione giudiziaria dell’assessore Mazzoleni sarà chiarita. Mazzoleni è stato coinvolto in quattro inchieste legate alla sua attività professionale in campo urbanistico e già dopo la quarta avevamo posto il tema della serenità necessaria per continuare a esercitare deleghe così delicate. Ora uno di quei procedimenti ha superato la fase delle indagini: la Procura ha formalizzato le accuse e il 25 novembre Mazzoleni comparirà davanti a un giudice.

Le contestazioni riguardano una vicenda urbanistica, la qualificazione di un intervento edilizio e gli strumenti utilizzati per autorizzarlo. La presunzione di innocenza resta ferma, ma la coincidenza tra la materia del procedimento e le deleghe esercitate dall’assessore richiede una valutazione politica da parte del sindaco.

Il Piano regolatore si trova ancora in una fase aperta. In appena sessanta giorni sono arrivate 875 osservazioni, molte delle quali contengono più richieste, mentre RFI e FS Sistemi Urbani hanno presentato ricorso al Tar contro la delibera di adozione. Sono elementi che mostrano quanto il testo sia ancora discusso e abbia bisogno di essere corretto e migliorato. Proprio nei prossimi mesi saranno valutate le osservazioni e compiute le scelte che daranno forma al progetto definitivo. È questo il momento per fermarsi e chiarire le questioni ancora aperte.

Parliamo dell’atto urbanistico più importante della città, destinato a orientare per molti anni le trasformazioni di Torino. Per questo riteniamo prudente sospendere ora l’iter, attendere che la posizione dell’assessore venga chiarita nelle sedi competenti e solo dopo riprendere il percorso verso l’approvazione definitiva. Evitare che questa fase si sovrapponga a una vicenda giudiziaria riguardante proprio scelte e strumenti urbanistici è una cautela che oggi riteniamo necessaria.

Sullo stesso tono l’intervento di L’Altra Torino

E’ arrivata ieri e oggi viene ripresa solo da alcune testate informative torinesi la notizia del rinvio a giudizio dell’Assessore all’urbanistica di Torino Paolo Mazzoleni, per una delle cinque inchieste relative ad abusi edilizi che lo vedono coinvolto a Milano come progettista di palazzi, secondo la Procura costruiti in violazione delle regole edilizie, complice anche l’Amministrazione comunale che aveva reso più labili le regole edilizie medesime.

Il progettista milanese qui a Torino invece ha recentemente portato a compimento il progetto preliminare del futuro piano regolatore cittadino, che rende più labili le regole per le concessioni edilizie e le affida completamente alla trattativa diretta tra i privati proprietari di terreni e costruttori, con l’intervento del Comune limitato alla contrattazione del ritorno economico che gliene deriva dalla concessione della libertà di costruzione, effettuata senza procedure pubbliche proprio come succedeva a Milano e senza nessuna programmazione delle conseguenze sulla città in termini di servizi pubblici da fornire agli abitanti in più che si prevedono.

Il progetto preliminare del nuovo piano regolatore nei piani dell’attuale e prossimo candidato sindaco Lo Russo e della maggioranza politica che lo sostiene dovrebbe diventare definitivo con il voto del Consiglio comunale entro fine anno, in modo che le nuove regole urbanistiche semplificate siano applicabili prima delle elezioni amministrative del maggio prossimo e possano diventare quindi materia per la campagna elettorale.

Questo obiettivo è ben presente da tempo, e per la sua realizzazione Sindaco e maggioranza comunale hanno sempre considerato irrilevante il progressivo coinvolgimento dell’Assessore all’urbanistica nelle indagini per reati edilizi, prendendo le sue difese o ignorando l’esistenza di questi ultimi, mentre quasi tutta l’opposizione ha manifestato in modo molto blando perplessità sul suo ruolo di privato libero professionista. Dal basso, ad opera di comitati di cittadin*, sono invece arrivate più volte critiche e sono state prese iniziative per chiederne la rimozione.

La prima udienza del processo, preliminare, è stata fissata a Milano per il 25 novembre, presubilmente pochi giorni prima della votazione in consiglio comunale della versione definitiva del nuovo piano regolatore, almeno nei piani di sindaco e maggioranza comunale.

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