Arresti domiciliari a detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti: è legge

Approvato il disegno di legge che consente gli arresti domiciliari ai detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che accettano un programma di recupero e abbiano condanne non superiori a 8 anni. Il provvedimento è diventato leggi oggi 29 luglio col via libera della Camera, che segue quello del Senato: a votare a favore è stato il centrodestra, mentre Pd e Avs si sono astenuti e M5s con Futuro nazionale di Vannacci ha votato contro.
Il provvedimento di iniziativa governativa è di fatto un tentativo per contenere il sovraffollamento delle carceri e potrebbe interessare circa 10mila detenuti a fronte di una popolazione carceraria di oltre 64mila persone reclusa in istituti di pena in grado di accoglierne circa 52mila. Il ddl sulla detenzione domiciliare per tossicodipendenti e alcoldipendenti prevede che i detenuti con dipendenze possano aderire a programmi terapeutici scontando così la pena in detenzione domiciliare o presso strutture accreditate.
Sulla legge appena approvata «il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime soddisfazione per l’approvazione definitiva», perché «rafforza la concreta possibilità, per chi è stato condannato per reati commessi sulla spinta della tossicodipendenza, di affrontare un percorso di recupero in detenzione domiciliare in comunità invece che restare in carcere, quando la condanna non supera gli otto anni di reclusione».
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