IA a scuola e addio smartphone in classe: Valditara: “Vietare i social ai minori, spero arrivi presto una legge in tal senso”

Intelligenza artificiale in cattedra, smartphone fuori dall’aula. Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha tracciato i confini della scuola che verrà durante la visita alla nave oceanografica Laura Bassi, nel porto di Trieste.
Due i fronti caldi: l’ingresso ufficiale dell’IA nei programmi didattici e la stretta sull’uso dei telefonini tra i banchi.
Sull’intelligenza artificiale il ministro non ha dubbi: sarà un’alleata, non una minaccia. “Abbiamo investito 100 milioni di euro – ha annunciato – e nei nuovi programmi per i licei è previsto che l’IA diventi supporto per matematica, fisica e le altre discipline STEM”. Non solo: partirà da quest’anno un percorso sperimentale con assistenti virtuali per personalizzare l’insegnamento, in base alle esigenze di ogni studente. “L’esperienza pilota verrà estesa ad altre regioni e istituti già dal prossimo anno”, ha aggiunto, lasciando intendere che l’obiettivo è una diffusione capillare.
Ma accanto all’innovazione tecnologica, Valditara rivendica con forza il ruolo del limite. Il divieto dei cellulari a scuola, introdotto per primo in Italia, sta già dando frutti: «I risultati ci stanno dando ragione». E ora il ministro spinge per un passo ulteriore, ovvero il blocco dell’accesso ai social network per i minorenni. “Sono personalmente favorevole, l’ho ripetuto più volte – ha dichiarato – e insisto perché si arrivi presto a una legge in tal senso”.
Tuttavia, la strada non è in discesa. Valditara ha ammesso le difficoltà tecniche di una misura del genere, citando espressamente il caso australiano: “Anche quell’esempio ha dei bug, delle problematiche che consentono di aggirare il divieto. Bisogna studiarlo con grande attenzione”. Nessuna retromarcia, quindi, ma la consapevolezza che un provvedimento così radicale richiede un impianto normativo solido e a prova di elusione.
La scuola italiana, secondo il ministro, deve dunque camminare su due binari paralleli: da un lato cavalcare l’innovazione con l’intelligenza artificiale come strumento didattico quotidiano, dall’altro difendere la concentrazione e la socialità reale dagli schermi che distraggono. Un equilibrio che, nelle parole di Valditara, si gioca proprio tra i banchi: “L’IA deve essere di sostegno, non di sostituzione. E il cellulare resta fuori, perché la classe è il luogo dell’attenzione e del confronto diretto”.
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