Emilia Romagna

la storia del marchio da Predappio all’Europa – Forlì24ore.it

Mezzo secolo di innovazione, dai cancelli di carpenteria al design internazionale

Festeggiamenti speciali al largo di Cesenatico per i cinquant’anni della CarpAm Sport, storica impresa con sede a Fiumana di Predappio. A bordo della motonave New Ghibli, il fondatore Angelo Amadori ha ripercorso le tappe di una storia aziendale iniziata nel 1976, quando ad appena ventun anni scelse di mettersi in proprio lasciandosi alle spalle i lavori più semplici in officina per investire sulle proprie intuizioni.

Da quel piccolo laboratorio di provincia è nata una realtà consolidata della meccanica di precisione e della prototipazione. Oggi l’impresa conta venticinque dipendenti e una rete strutturata di collaboratori esterni, lavorando al fianco dei più prestigiosi marchi dell’arredamento d’interni in Italia ed Europa per trasformare i progetti dei designer in soluzioni tecniche su misura.

L’evoluzione della struttura è passata anche da felici intuizioni commerciali fuori settore. Nei primi anni Novanta, dopo un viaggio negli Stati Uniti, Amadori portò in Italia il mini step per l’home fitness, lanciandolo con campagne pubblicitarie Mediaset. Seguirono l’apertura di sette negozi, compreso uno showroom a Milano di duemila metri quadrati, e il brevetto di un armadio palestra compatto. Con l’arrivo dell’e-commerce, la scelta strategica è stata quella di riportare ogni risorsa sulla carpenteria metallica per il mobile, nucleo storico dell’esperienza aziendale.

Un modello produttivo che ha superato le fasi critiche dei mercati e gli anni dell’emergenza sanitaria, periodo durante il quale la rinnovata attenzione delle persone per la cura della casa ha sostenuto la domanda. La continuità per il futuro è garantita dal passaggio generazionale, con l’ingresso della figlia Cledes Amadori e del genero Francesco al fianco del fondatore.

In occasione dell’anniversario, CNA Forlì-Cesena ha consegnato un riconoscimento alla famiglia Amadori tramite il presidente di CNA Forlì città Davide Bellini e il responsabile Matteo Zanchini. La sfida per i prossimi anni resta la formazione di nuove maestranze e la trasmissione delle competenze manuali e tecniche ai giovani che scelgono di inserirsi nel comparto manifatturiero locale.


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