Tari, il consiglio comunale vota l’aumento del 5,7%: si passa a cinque rate per le utenze non domestiche

Genova. Non quattro ma cinque rate (il 15 aprile, maggio, giugno, luglio e agosto) anziché le quattro preventivate per le utenze non domestiche (negozi, industrie, artigiani, uffici), l’estensione ai centri del riuso (oltre agli Ecovan e le isole ecologiche) degli sconti sulla Tari per chi conferisce i propri rifiuti e la conferma delle date di scadenza per il versamento del saldo a fine anno (il 16 dicembre per le famiglie e il 31 dicembre per le utenze non domestiche: sono le modifiche introdotte oggi alle proposte di delibera di giunta sul regolamento Tari del Comune di Genova e sulla determinazione delle nuove tariffe che introduce un aumento medio del 5,7%.
Sulla proposta contenuta nella prima delle due delibere sulla tassa sui rifiuti in discussione e definitiva approvazione durante la seduta di oggi del consiglio comunale, sono stati presentati due ordini del giorno e sette emendamenti. Tra questi la richiesta, avanzata dal centrodestra, che le rate fossero sei – e non quattro, o cinque – ma la segreteria generale, prima ancora della giunta, ha espresso parere tecnico contabile negativo per questioni specifiche legate al calcolo dei saldi stessi.
Sempre il centrodestra, come esposto dalla capogruppo della Lega Paola Bordilli, ha chiesto anche che la scadenza del 16 dicembre non riguardasse le utenze commerciali. Lo stesso concetto è stato proposto anche un emendamento di Martina Caputo, capogruppo del Pd. Questi due documenti sono stati approvati dalla segreteria generale e poi dalla giunta stessa. Accolto dalla giunta inoltre un ordine del giorno, sempre della Lega, che chiede l’istituzione entro novembre 2026d di un tavolo Tari con imprese e associazioni di categoria con cadenza almeno semestrale.
Aumento delle tariffe, 5,7% in media (ma per le famiglie il rincaro vale di più)
L’altra delibera, quella che determina l’aumento vero e proprio delle tariffe, l’adeguamento del piano di rientro e la contestuale variazione ai documenti di bilancio 2026-2028, ha visto la presentazione di 23 ordini del giorno e una richiesta di sospensiva della minoranza, quest’ultima subito rigettata dall’aula.
Tra gli ordini del giorno illustrati in sala rossa, quelli del capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi che ha chiesto chiarimenti sul tema dei costi di gestione della discarica di Scarpino dopo che sarà chiusa e che qualunque prossima determinazione relativa a tasse e tariffe sia concertata preventivamente con le categorie interessate.
Le tariffe della Tari, come annunciato nei giorni scorsi dalla giunta Salis, prevedono un rialzo medio del 5,7%, quota stabilita in base alle norme stabilite da Arera per adeguarsi all’incremento dei costi di gestione del 6,7%. Per ridurre l’impatto dell’aumento, infatti, il Comune ha stanziato 2,3 milioni di euro, di cui 1,3 milioni derivanti dall’imposta di soggiorno.
Il rialzo medio peserà, tuttavia, più sulle famiglie – anche se saranno previste alcune agevolazioni per specifiche categorie svantaggiate – rispetto alle utenze non domestiche, per cui l’incremento sarà fra il 3,6 e il 4,2%, a seconda di determinate fattori.
Secondo i calcoli degli uffici comunali una famiglia di due persone che abita in un appartamento di 80 metri quadri pagherà 18,43 euro in più rispetto all’anno scorso. Un nucleo di quattro persone con un appartamento di 100 metri quadri pagherà 28,19 euro in più.
Delibere sulla Tari, le dichiarazioni maggioranza e opposizione
Le delibere sono state approvate, senza sorprese, con il solo voto della maggioranza. L’opposizione ha espresso, come già aveva fatto durante la discussione in commissione, contrarietà sul merito e sul metodo.
“La vostra aggressività sulle politiche tributarie è inversamente proporzionale alla vostra intraprendenza nella risoluzione dei problemi, a partire, parlando di Amiu, dalle soluzioni relative all’impiantistica – ha dichiarato il capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi – avete presentato ancora una volta il conto ai genovesi dopo aver approfittato di tutte le leve fiscali possibili. In un anno non avete fatto nulla e credo dobbiate riflettere sul vostro metodo di lavoro. Se nella maggioranza siete spaccati, per il termovalorizzatore i voti ve li diamo noi. Sindaca, lei ha la chance di restare nella storia risolvendo una volta per tutte questo problema. Quello che emerso su Scarpino è gravissimo, ovvero che non esiste alcuna relazione della protezione civile che precluda l’utilizzo di quell’area per la costruzione dell’impianto di chiusura del ciclo”.
Anche Sergio Gambino (Gruppo Misto) ha dichiarato il suo voto negativo con un riferimento alla situazione di Scarpino: “Se pensate che non sia idoneo a ospitare un termovalorizzatore allora fate un esposto contro voi stessi, perché quella discarica non può accogliere neppure le tonnellate di rifiuti che oggi accoglie”.
Così Mario Mascia, di Forza Italia, ha invitato la giunta a risolvere una volta per tutte il problema del termovalorizzatore “anche per trasformare la spazzatura in una ricchezza per Genova e per evitare che le ecomafie possano inserirsi nella gestione e nel trasporto altrove dei rifiuti, gli impianti è necessario siano gestiti da una mano pubblica”.
Paola Bordilli, capogruppo della Lega, ha affermato che “bisogna rispettare i corpi intermedi, gli stakeholder, l’aula e troppe volte questo è accaduto, e questa maggioranza non ci potrà più fare la morale sulla condivisione, perché un punto così basso noi con i nostri otto anni al governo con Bucci lo abbiamo raggiunto”.
“Avevate inserito nelle linee programmatiche che avreste fatto di tutto per diminuire la Tari, e siete stati smentiti – ha aggiunto Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia – avete dichiarato che avreste partecipato alla gara per il termovalorizzatore e poi vi siete tirati indietro, la delibera di oggi inoltre mette in risalto il vostro metodo della mancata condivisione”.
Lorenzo Pellerano, consigliere di Noi Moderati, ha sottolineato: “I cittadini ci guardano e in questi anni hanno visto aumentare poste come la Tari, l’Irpef o l’addizionale Imu salvo poi tornare indietro, ci guardano le categorie economiche e hanno assistito a una gestione di questo percorso critica, con una totale mancanza di condivisione, tutti costoro ci guardano e vogliono trasparenza su come sarà gestita la spazzatura nei prossimi mesi, a partire dal contenuto dello studio Ramboll commissionato da questa amministrazione, se le indiscrezioni giornalistiche sono vere quello stesso studio indica in Scarpino una soluzione da prendere quanto meno in considerazione”.
Martina Caputo, capogruppo del Pd, ha difeso il voto positivo della maggioranza e del suo partito che pure, nei giorni scorsi, è stato percorso da qualche tensione interrna relativa al tema termovalorizzatore: “Non siamo contenti di votare l’aumento della Tari, ma siamo chiamati a lavorare su delle macerie, che vengono da lontano, prima degli ultimi otto anni, ma che la precedente amministrazioni ha contribuito a lasciare. Già dagli anni Duemila si parla della necessità di chiusura del ciclo e della costruzione di un impianto che si è sempre scelto di non fare. Nel 2014 c’è il sequestro della discarica, il sistema entra in crisi e da allora i costi per Amiu diventano insostenibili. Si è tentata l’operazione con Iren, sono cambiate le regole, sono aumentati i costi di smaltimento e del personale. Ma oggi chi siede all’opposizione parla di promesse non mantenute ma a me risulta che esistesse un piano regionale di rifiuti che non è mai stato rispettato. Abbiamo perso sotto il crollo del ponte Morandi la pressa, abbiamo visto la chiusura della Volpara, il governo Bucci non ha mai cercato e trovato delle alternative. Quindi è inutile che facciate distinguo e scarichiate sulla nostra posizione contraria al termovalorizzatore le cause dell’aumento della Tari”.
Filippo Bruzzone (Lista Salis) ha aggiunto: “Voto sì con serenità perché in campagna elettorale non ho detto nient’altro che la verità, ovvero che i conti di questo Comune era tutt’altro che rosei, dopodiché se vogliamo affrontare il problema Tari in maniera seria ci sono tre opzioni, accompagnare allo scioglimento Amiu, e non è la mia opzione, la seconda opzione è aumentare progressivamente la Tari ma prima o poi la catena si spezza, la terza strada sono gli impianti, e che all’interno del centrosinistra ci siano diverse sensibilità è dire un’ovvietà ma è questa amministrazione che sta portando a casa il risultato dell’impianto per la plastica a Sardorella ed è la strada che ci permette di cristallizzare la Tari e poi di portarla giù se ci riusciremo, inoltre ricordo che il direttore generale di Amiu, che avete scelto voi, ha detto in quest’aula che sono stati buttati al macero 45 milioni per un progetto fallimentare come quello dei cassonetti bilaterali”.
“Sentire parlare di metodo da chi in otto anni non ha trovato una soluzione e da chi utilizzava le partecipate a proprio piacimento mi fa sorridere – ha commentato il consigliere di Avs Lorenzo Garzarelli – così come mi fa sorridere che a noi si chiede in un anno di trovare queste soluzioni e che la colpa di tutto è da ritrovare nell’amministrazione di Marco Doria. Faccio presente che in otto anni di amministrazione Bucci è aumentata del 31%. Le soluzioni saranno sì degli impianti, ma degli impianti intermedi e su questo tutto il campo largo è compatto”.
“Il centrodestra ha capito di avere le soluzioni per i problemi nel momento in cui i genovesi li hanno lasciato a casa – ha concluso il capogruppo di M5s Marco Mes – ma la situazione in cui ci troviamo oggi è merito vostro”.




