Politica

>ANSA-FOCUS/Pressing Ue sull’Italia, ‘sui fondi non c’è tempo da perdere’ – Altre news

(di Fabio Fantozzi)
“Non c’è tempo da perdere”. In
cinque parole la Commissione Ue ha riassunto tutta l’urgenza con
la quale è in attesa di un segnale da Roma sui presiti del
programma Safe. L’annuncio del ministro degli Esteri Antonio
Tajani va nella direzione auspicata da Bruxelles ma non basta:
per Palazzo Berlaymont serve maggiore chiarezza sulle risorse
che l’Italia si appresta eventualmente a chiedere e, soprattutto
sulla tempistica. Dicembre, il mese indicato da Tajani come
ultima deadline, per Bruxelles è troppo in là. Al tredicesimo
piano del quartier generale comunitario si aspettano una
risposta molto prima.

   
Per l’esecutivo Ue quello delineato dal titolare della
diplomazia italiana è “uno sviluppo molto, molto positivo” ma
sui tempi ancora non ci siamo: gli altri Stati, soprattutto
Polonia e Baltici, premono per accaparrarsi le eventuali risorse
non richieste. “Nella situazione ideale, vogliamo sicuramente
che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi di Safe” previsti nel
piano presentato lo scorso novembre e accolto con grande favore
dall’Ue a febbraio, ha spiegato un portavoce della Commissione.

   
Rimarcando: ma “ora dobbiamo procedere alla firma dell’accordo
di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al
piano”. Con Roma le interlocuzioni sono costanti. Tuttavia, di
fronte ai diversi annunci rilasciati nei mesi scorsi, Bruxelles
chiede “chiarezza al più presto” sulle reali intenzioni del
governo. “Bisogna passare alla fase di attuazione, effettuare
gli esborsi”, viene sottolineato, e questo vale sia per le
autorità istituzionali sia per l’industria della difesa
italiana.

   
Per la Commissione quindi, la proposta di decidere entro
l’anno sulla quantità dei fondi da richiedere prospettata dallo
stesso Tajani non appare percorribile. “Dobbiamo procedere molto
più velocemente”, hanno fatto notare dalla Commissione,
spiegando che presto si dovranno quantificare i fondi non
richiesti e su quelli indire un nuovo bando agli Stati membri.

   
L’ipotesi finora circolata è che, dei 150 miliardi stanziati in
totale dal programma, ne restino a disposizione circa 10 per una
seconda offerta, una stima che è appunto legata alla “situazione
italiana”, oltre al nuovo piano Safe che l’Ungheria presenterà a
settembre. Bruxelles per ora non intende dare scadenze
all’Italia, ma potrebbe farlo in occasione del secondo bando.

   
L’auspicio, tuttavia, è che il governo dia delle risposte
già nei prossimi giorni, in modo che la Commissione possa
riallocare le eventuali risorse rimaste all’inizio dell’autunno.

   
Un passaggio significativo potrebbe già concretizzarsi quando
l’Italia presenterà a Bruxelles il piano per le spese
energetiche che rientrano nella clausola di salvaguardia
prevista, in maniera complessiva, già per la difesa. L’Ue spera
che l’Italia alla fine non rinunci nemmeno a un euro, anche
perché, tra i nuovi raid di Mosca su Kiev e incursioni nello
spazio aereo Ue, la situazione della sicurezza europea è sotto
gli occhi di tutti. E in questo – viene sottolineato a Palazzo
Berlaymont – “l’industria italiana sta svolgendo un ruolo
chiave per la sicurezza dell’Europa”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »