Lazio

«Il rischio è consegnare la mobilità agli algoritmi»

Un servizio essenziale incardinato nelle leggi dello Stato da un lato, le logiche aggressive del mercato globale dall’altro.

Nel comparto delle auto con conducente si sta consumando uno scontro silenzioso ma profondo, che rischia di stravolgere per sempre la natura del trasporto pubblico non di linea.

A suonare la carica contro l’invasione delle grandi multinazionali della mobilità – prima fra tutte Uber – è la sigla sindacale FAST Confsal Taxi, fortemente preoccupata per le ripercussioni sul futuro della categoria.

Attraverso una durissima presa di posizione firmata dal segretario generale Pietro Serbassi, il sindacato smonta punto per punto la narrazione del cambiamento tecnologico a tutti i costi, mettendo a nudo i pericoli di un sistema che scavalca i regolamenti comunali e le garanzie per gli operatori.

Immagine di repertorio

“Prezzi e condizioni dettati dalle app”

Secondo l’analisi tracciata dalla FAST Confsal, la veste dell’innovazione digitale nasconderebbe in realtà un’operazione finanziaria mirata ad accentrare il controllo delle corse e del traffico nelle mani di pochi colossi internazionali:

«Dietro la narrazione di modernità e libertà di scelta si cela una strategia precisa: ridimensionare la funzione delle istituzioni pubbliche, intaccare i diritti di chi guida e dirottare ingenti risorse verso i bilanci dei fondi esteri. Il pericolo reale è di consegnare un servizio garantito agli utenti a un mercato governato in tutto e per tutto dagli algoritmi, capaci di decidere arbitrariamente le tariffe, i turni e la ripartizione della clientela.»Pietro Serbassi, Segretario generale FAST Confsal Taxi

La spinta per uniformare Taxi e Ncc e le proteste dei vettori privati

A finire sul banco degli imputati sono soprattutto le campagne promozionali ad alto impatto e le politiche sui costi messe in atto dai giganti del ride-hailing.

Un’offensiva commerciale che, secondo i rappresentanti dei tassisti, avrebbe come obiettivo finale quello di eliminare qualsiasi differenza normativa tra il servizio Taxi e quello di Noleggio con conducente (Ncc), provocando una spietata svalutazione delle prestazioni lavorative.

Un disagio diffuso che ormai valica i confini della singola categoria.

Lo dimostrano le recenti manifestazioni di dissenso inscenate da diversi conducenti Ncc, insorti proprio contro le clausole e le percentuali imposte da quelle medesime piattaforme che inizialmente venivano percepite come un’opportunità di guadagno.

Dal sindacato si riafferma quindi con forza la distinzione fondamentale: l’auto bianca non è una banale attività di commercio privato, bensì un caposaldo della mobilità cittadina integrativo dei mezzi di linea, vincolato per norma ai principi di trasparenza, equità ed erogazione universale a favore di tutta la collettività.

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