Abruzzo

Serve un piano straordinario per i conti di Chieti


Un piano industriale e finanziario straordinario per affrontare il peso del debito e restituire al Comune di Chieti capacità di spesa per servizi e manutenzioni. A chiederlo è il consigliere comunale di Futuro Nazionale Alessandro Carbone, che propone, tra le possibili soluzioni, l’emissione di un bond comunale con garanzia dello Stato.

L’intervento arriva dopo l’esame del rendiconto di gestione finanziaria dell’ente, segnato dal peso del Fondo anticipazioni di liquidità e dei debiti accumulati negli anni.

«Il rendiconto fotografa una realtà che non possiamo più trattare con la logica della rassegnazione o dell’attesa passiva di risposte romane», afferma Carbone. Secondo il consigliere, il peso del Fal e delle passività pregresse starebbe limitando la spesa corrente del Comune, sottraendo risorse alla manutenzione della città e ai servizi essenziali.

Carbone ritiene necessario proseguire il confronto istituzionale avviato con il ministero dell’Interno e il ministero dell’Economia e delle finanze, affiancandolo però a nuovi strumenti finanziari.

La prima proposta riguarda l’emissione di titoli obbligazionari comunali, i cosiddetti municipal bond, destinati alla ristrutturazione del debito pregresso e al finanziamento di investimenti. L’operazione, nelle intenzioni del consigliere, dovrebbe essere sostenuta da una garanzia statale o da un altro meccanismo capace di ridurre il rischio finanziario.

«Questo permetterebbe di allungare l’orizzonte temporale del debito, abbattere i tassi di interesse e liberare liquidità corrente», sostiene Carbone, che indica come alternativa anche una cartolarizzazione assistita.

La seconda proposta prevede la costituzione di un fondo immobiliare chiuso nel quale conferire gli immobili comunali non utilizzati per le funzioni istituzionali. L’obiettivo sarebbe evitare alienazioni isolate e attrarre capitali privati per la riqualificazione del patrimonio pubblico, generando nello stesso tempo nuove entrate per il Comune.

Il terzo punto riguarda il ricorso ai partenariati tra pubblico e privato, attraverso formule di project financing e contratti di rendimento energetico. Secondo Carbone, questi strumenti potrebbero ridurre i costi per l’energia e la manutenzione degli edifici e delle infrastrutture, trasferendo una parte dei rischi operativi sui soggetti privati.

«Chieti ha bisogno di coraggio e competenza tecnica. Non possiamo continuare a gestire la crisi con gli strumenti del secolo scorso», conclude il consigliere. «È ora di trasformare il Comune da macchina contabile in sofferenza a soggetto attivo di finanza strategica».


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