Liguria

“Curiamo Genova”, da Pegli una proposta di deliberazione popolare per la sicurezza e il decoro


Genova. È online curiamogenova.it, l’iniziativa civica nata dalla petizione popolare di Pegli per la sicurezza, il decoro e la vivibilità. Le 2.661 sottoscrizioni raccolte in una settimana e protocollate il 10 luglio agli uffici comunali del Matitone sono state il primo passo. Il secondo è una proposta di deliberazione di iniziativa popolare, lo strumento previsto dallo Statuto del Comune di Genova: raccolte le firme necessarie, il Consiglio comunale è tenuto a esaminarla in una sessione dedicata. Il testo è in preparazione e riguarderà tutta la città.

“Nel frattempo dal sito si può fare una cosa concreta“, spiegano gli organizzatori. Chi vive a Genova segnala un problema del proprio quartiere — buche, luci spente, rifiuti, degrado, sicurezza — e la segnalazione compare subito sulla mappa pubblica. Da lì verrà trasmessa all’ufficio competente a nome del cittadino, che resta il mittente e riceve la risposta direttamente: la trasmissione parte appena completata la verifica, uno per uno, dei recapiti ufficiali degli enti. Appena vede che il problema è risolto il cittadino può dirlo con un clic. Se non lo fa, dopo 15 giorni gli viene chiesto com’è andata.

“È qui la novità. Il Comune raccoglie già segnalazioni, ma quello che succede dopo non è pubblico: nessuno sa quante arrivano, quante vengono chiuse, quanto tempo ci vuole. curiAMOGENOVA pubblica quel dato, quartiere per quartiere”, sottolineano gli autori dell’iniziativa. Sulla mappa le segnalazioni compaiono per delegazione, mai su un indirizzo esatto: l’indirizzo lo riceve solo l’ufficio competente. Nell’elenco pubblico compaiono il nome di battesimo di chi ha segnalato, la delegazione e la categoria. Mai il cognome, mai il testo scritto.

“La petizione di Pegli ha funzionato: in una settimana 2.661 persone hanno messo una firma per il proprio quartiere, e quel numero è arrivato al Comune – commenta Antonio Cicala, promotore e referente di curiAMOGENOVA -. Adesso facciamo il passo successivo, e lo facciamo per tutta la città, perché i problemi di sicurezza e di manutenzione non si fermano ai confini di una delegazione. Non siamo un partito e non appoggiamo nessuna lista: portiamo una proposta a chi amministra la città e ne seguiamo l’esito alla luce del sole”.




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