Economia

Pa, meno di un provvedimento su tre contiene un elenco sulle modifiche introdotte

Nel 2025, sono stati 54 i provvedimenti adottati da amministrazioni dello Stato che hanno introdotto o eliminato oneri informativi per imprese e cittadini. Solo 15 di questi, però, erano corredati da un elenco che spiegasse le modifiche introdotte: il 27,7 per cento del totale. Sul sito delle amministrazioni sono stati pubblicati 48 dei provvedimenti disposti, cioè poco meno dell’89 per cento, e di 41, quasi il 76 per cento, è stata data notizia in Gazzetta ufficiale. È quanto emerge dalla «Relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni in materia di riduzione e trasparenza degli adempimenti amministrativi a carico di cittadini e imprese» per il 2025, trasmessa dal ministero della Pubblica amministrazione alla Presidenza il 25 marzo 2026 e pubblicata sul sito della Camera dei deputati il 24 luglio 2026.

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Mimit in testa

Se si confrontano i vari dicasteri, è il ministero delle Imprese e del Made in Italy ad aver adottato il numero più alto di provvedimenti che menzionano oneri introdotti o eliminati: 27, per 14 dei quali è stata fornita la documentazione relativa alle modifiche apportate. Di 25, inoltre, il dicastero guidato da Adolfo Urso ha dato notizia sul proprio sito web e di 26 ne ha fornito indicazione in Gazzetta ufficiale. Segue il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha varato 10 provvedimenti con cui ha modificato gli oneri, introducendone o eliminandone: di tutti è stata data notizia sul sito del Ministero guidato da Marina Elvira Calderone e di cinque in Gazzetta ufficiale. In nessun caso, tuttavia, è stato predisposto un elenco per dare conto delle variazioni.

Pochi elenchi pubblicati

Secondo la relazione, «i provvedimenti emanati dalle amministrazioni possono essere considerati un campione che evidenzia come il tasso di pubblicazione degli elenchi degli oneri sia molto basso»: infatti in meno di un terzo dei provvedimenti è presente la lista degli oneri informativi introdotti o eliminati. La pubblicazione degli elenchi, spiega lo studio, è andata diminuendo nel corso degli anni successivi all’abrogazione, nel 2016, dell’articolo 34 del Dlgs 33/2013. Tuttavia, l’obbligo di dare conto delle modifiche persiste, in quanto previsto dall’articolo 7 della legge 180/2011. L’Italia ha, inoltre, aderito nel 2011 all’Open government partnership (Ogp) che mira a ottenere impegni concreti dai governi per promuovere la trasparenza, la partecipazione civica e la diffusione delle tecnologie per l’innovazione delle amministrazioni.

Puntare sulla digitalizzazione

Le amministrazioni, conclude il report, devono prevenire l’introduzione di oneri informativi eccessivi o sproporzionati e al tempo stesso rendere immediatamente accessibili a cittadini e imprese i nuovi adempimenti. Un ruolo centrale, si legge nella relazione, può essere svolto dalla digitalizzazione come leva alla standardizzazione dei flussi informativi e all’interoperabilità tra banche dati.


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