Economia

Giustizia, il Csm apre a Copilot sugli atti giudiziari

Il Csm aggiorna le linee guida sull’intelligenza artificiale. Con una delibera approvata dal plenum il Consiglio prende atto dei risultati della sperimentazione di Microsoft 365 Copilot da parte del ministero della Giustizia e mette a punto un pacchetto di nuove raccomandazioni dopo il primo intervento dell’8 ottobre 2025. La delibera, confermati i principi fondamentali in materia di intelligenza artificiale, dà conto del fatto che il ministero ha ottenuto dal fornitore varie garanzie tecniche sul prodotto Copilot, come la memorizzazione dei dati in data center collocati in Italia, l’isolamento del tenant del ministero della Giustizia da tutti gli altri tenant, l’assenza di addestramento.

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L’apertura del Csm

Sulla base di queste garanzie, il Csm apre all’estensione dell’uso di Copilot anche ad attività che riguardano atti giudiziari, a condizione che venga seguita la buona prassi di anonimizzare gli atti, che Copilot venga usato solo attraverso il tenant del ministero, che ci sia obbligatoriamente supervisione umana sugli output e sui flussi di lavoro strutturati, che vengano utilizzati prompt strutturati, che sia assicurata adeguata formazione.

In parallelo, la delibera mette in luce le criticità di Copilot, come la tendenza a usare dati non verificati e a generare “allucinazioni”, la mancata segnalazione dei limiti incontrati in sede di acquisizione delle informazioni. Tra i casi segnalati, esemplare il risultato della ricognizione del 29 aprile 2026, con l’inserimento da parte di Copilot di un riferimento a un Comune inesistente nel corso di una attività di catalogazione di elenchi di beni immobili svolta in ambiente istituzionale protetto.

Focus sulla magistratura

Inoltre, lo strumento tende a fornire risposte conclusive invece di segnalare i limiti incontrati nella fase di acquisizione dei dati, «colmando automaticamente le lacune attraverso inferenze non supportate da evidenze documentali». La delibera sottolinea poi la posizione di svantaggio della magistratura: a fronte di un modello generalista come quello fornito dal ministero, altri professionisti del diritto dispongono spesso di sistemi specificamente dedicati al settore giuridico, con adeguate garanzie di tracciabilità e ancoraggio alle fonti.

Così la delibera insiste sulla necessità di adottare una intelligenza artificiale specificamente dedicata alla funzione giudiziaria e a istituire una regolazione congiunta Csm-ministero della sperimentazione dei sistemi di intelligenza artificiale.


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