La Bank of Japan alza i tassi all’1,25%, il livello più alto da 31 anni
NEW DELHI – Con una mossa ampiamente attesa dai mercati, venerdì mattina la Bank of Japan (BoJ) ha annunciato un rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base all’1,25%, il livello più alto dal 1995. La decisione è stata presa a maggioranza, con due membri del board che avrebbero preferito mantenere i tassi invariati all’1 per cento. «L’inflazione all’ingrosso rimane elevata e le spinte generate dagli scambi tra imprese hanno iniziato a trasferirsi ai prezzi al consumo», si legge nel comunicato della BoJ.
Per la banca centrale giapponese si tratta del primo rialzo in tre mesi e giunge dopo quelli decisi nei giorni scorsi dalla Banca centrale europea e dalla Federal Reserve. Al netto della necessità di contenere l’inflazione ed evitare un ulteriore allargamento del differenziale di rendimento con gli Stati Uniti, la mossa della BoJ era largamente attesa per via della debolezza dello yen che, in un Paese fortemente dipendente dalle importazioni di energia, sta rendendo gli acquisti di gas e petrolio ancora più onerosi di quanto già non siano a causa della guerra in Medio Oriente.
Il fatto che la decisione della Bank of Japan fosse già stata “prezzata” dai mercati finanziari ha contribuito a non portare alcun beneficio immediato alla moneta giapponese che in mattinata ha continuato a perdere terreno nei confronti del dollaro. «Il fatto che due membri del consiglio, nominati da Takaichi, abbiano votato contro un rialzo dei tassi suggerisce che il governo continui a essere contrario a ulteriori strette da parte della banca centrale», spiega Carol King, currency strategist della Commonwealth Bank of Australia.
La rinnovata fase di debolezza dello yen è significativa anche perché giunge dopo che alla fine di luglio Stati Uniti e Giappone avevano coordinato massicci acquisti della valuta nipponica nel tentativo di sostenerla. Secondo i dati del ministero delle Finanze, nel periodo terminato il 26 agosto, il Giappone ha speso la cifra record di 15.400 miliardi di yen (circa 98,3 miliardi di dollari) in interventi sul mercato valutario.
Nei giorni scorsi il Segretario del Tesoro americano Scott Bessent aveva detto al governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda di essere favorevole a mosse «risolute» in materia di politica monetaria, ragion per cui la conferenza stampa in programma per il pomeriggio di Tokyo sarà seguita con grande attenzione per cogliere eventuali segnali sulle mosse future della BoJ. Gli analisti interpellati da Reuters si aspettano un rialzo di 25 punti base entro la fine dell’anno fiscale (31 marzo), seguito una stretta di un altro quarto di punto nel secondo trimestre del 2027.
Source link




