la 29esima edizione tra sacro, teatro e contaminazioni
SAN VITO DEI NORMANNI – Ritorna tra agosto e ottobre il “Barocco Festival Leonardo Leo “, giunto alla sua ventinovesima edizione. L’evento, organizzato dalla Città di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia, si conferma come una delle rassegne più prestigiose dedicate alla musica antica nel panorama nazionale e internazionale. Il festival, che gode del sostegno della Prefettura di Brindisi e del contributo del Comune di Mesagne, rappresenta ormai un punto di riferimento europeo per studiosi e interpreti della musica antica.
Come ha sottolineato il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, “la continuità del progetto dimostra quanto rigore scientifico e qualità esecutiva possano generare interesse duraturo”. Il prefetto di Brindisi, Guido Aprea, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione di oggi, venerdì 24 luglio, ha evidenziato come “la cultura occupi gli spazi prima che possano farlo l’illegalità e la devianza. Il Barocco Festival parla soprattutto ai giovani, offre loro esempi, occasioni e strumenti di crescita. Sostenere questa iniziativa significa difendere l’identità del territorio e rafforzare la comunità”.

Il programma di agosto 2026
Il programma del 2026 percorrerà castelli, chiostri, chiese, palazzi, grotte, luoghi del porto e spazi di comunità tra San Vito dei Normanni, Brindisi, Mesagne e Lecce. Il barocco napoletano resta il punto di riferimento del progetto, ma il festival allarga lo sguardo verso la tradizione popolare, il jazz, il teatro, la musica medievale e rinascimentale, le scuole organistiche europee e il repertorio sacro italiano.
L’anteprima è in programma martedì 4 agosto a San Vito dei Normanni con “Buon compleanno Maestro”, alla vigilia del 332° anniversario della nascita di Leo. Alle ore 21:00, nel Castello Dentice di Frasso, “Ecletic Inside” presenterà “Vincenzo Cipriani meets Leonardo Leo”, con la direzione dello stesso Cipriani. Le architetture musicali settecentesche incontreranno armonie e sensibilità contemporanee, in una rilettura che conserva l’identità della scrittura originaria e ne mette in luce possibilità ritmiche e timbriche inattese. Alle ore 23 il percorso raggiungerà Casa Leo con “Per le strade del Sud. I moduli tradizionali, le villanelle e un po’ di ciaccona”. L’ensemble “Bona Hora”, diretto da Simone Colavecchi alla tiorba, seguirà la circolazione di melodie, bassi ostinati e forme di danza tra cultura popolare e repertorio colto.
Il programma si completa con alcune iniziative collaterali dedicate alla conoscenza di Leonardo Leo e del territorio. Il 4, 23 e 29 agosto, alle ore 18:00, l’Infopoint e la Pro Loco San Vito dei Normanni “Porta del Salento” cureranno tre tour guidati nei luoghi del compositore, con prenotazione obbligatoria al numero 331 9277579; l’appuntamento del 29 agosto è rivolto in particolare ai bambini ed è gratuito.
Dal 5 al 23 agosto, dalle ore 10:00 alle 12:00, la Torre dell’Orologio ospiterà inoltre l’ascolto continuo delle opere di Leonardo Leo, sempre a cura della Pro Loco. Il 6 settembre, alle ore 19:00, è infine in programma “San Biagio, l’arte nella roccia lungo la via Appia”, visita guidata curata dall’Infopoint e dalla Pro Loco, con prenotazione obbligatoria allo stesso numero.

L’inaugurazione ufficiale si terrà domenica 23 agosto nel Castello Dentice di Frasso con Gala Leo “Don Lionardo: le mie opere, le mie arie, la mia musica”. Federico Fiorio, sopranista, e “La Confraternita de’ Musici”, diretta da Cosimo Prontera, costruiranno un ritratto di Leo attraverso la produzione vocale e strumentale con tutte le arie in prima esecuzione. La voce acuta maschile richiamerà il mondo dei “castrati” e una scrittura nella quale virtuosismo ed espressione drammatica procedono insieme.
Mercoledì 26 agosto, nel Castello Svevo di Brindisi, andrà in scena “Drusilla vedova ingegnosa”, intermezzo buffo di Giuseppe Sellitto. Antonella Carpenito interpreterà Drusilla, Francesco Masilla sarà Strabone, con “La Confraternita de’ Musici” diretta al cembalo da Cosimo Prontera. La partecipazione straordinaria di Salvatore Misticone, Nando Paone e Giacomo Rizzo rafforzerà il versante teatrale di una vicenda costruita su travestimenti, ambizioni, equivoci e rovesciamenti dei rapporti di forza. La regia è di Vincenzo Sarinelli, scene e costumi di Antonio De Lucia.
Il Chiostro dei Domenicani di San Vito ospita sabato 29 agosto “Tableaux vivants”, con l’“Uroboro Ensemble” diretto da Giovanni Di Giorgio. Corpi, gesti, luci e musica ricompongono l’immobilità apparente dei dipinti e la trasformano in azione. Il suono determina il passaggio da un’immagine all’altra e stabilisce un rapporto diretto tra pittura, spazio scenico e presenza degli interpreti.
Gli appuntamenti di settembre e ottobre
Mercoledì 2 settembre il Festival approda alle Sciabiche nel porto vecchio di Brindisi con “Il barocco destrutturato. Gli antichi passeggiati alla jazz”. Javier Girotto al sax è l’ospite del “Bar Rock Jazz Convention” guidato da Igor Caiazza. Le melodie antiche vengono scomposte e ricostruite mediante improvvisazioni, variazioni e nuove combinazioni ritmiche. Il richiamo alle “passeggiate”, ornamentazioni praticate dagli interpreti della musica antica, crea un ponte naturale con la libertà del linguaggio jazzistico.

“Urlando l’Orlando” sarà proposto domenica 6 settembre nelle grotte di San Biagio e lunedì 7 settembre nella Casa circondariale di Brindisi. “I Fiati Gloriosi”, diretti da Marco Muzzati, rileggono musicalmente l’“Orlando furioso” con un ensemble di ottoni storici. Battaglie, viaggi, amori e follie del poema ariostesco assumono la forma di richiami, fanfare e contrasti sonori. La seconda esecuzione porta ancora una volta il Festival in un luogo nel quale la musica diventa occasione concreta di relazione.
Martedì 8 settembre, nel Castello Normanno-Svevo di Mesagne, “La musica delle terre” accosta moresche, balli municipali, ground e partite sopra melodie tradizionali. Il tenore Joan Folqué e “La Confraternita de’ Musici” seguono le rotte percorse da ritmi e motivi popolari tra Mediterraneo ed Europa. Forme diverse condividono il principio della variazione: una melodia riconoscibile cambia aspetto senza perdere la propria origine.
Le arie destinate alle grandi voci maschili del Settecento sono al centro di “T’A&T’O: T’amo e T’odio”, domenica 13 settembre nel Castello Svevo di Brindisi. Il controtenore Filippo Mineccia, con “La Confraternita de’ Musici” diretta da Cosimo Prontera, affronta passioni opposte e personaggi sospesi tra desiderio, gelosia, orgoglio e vendetta. La forma dell’aria diventa uno spazio teatrale nel quale la voce può variare, ornamentare e rendere visibile il conflitto interiore.
Mercoledì 16 settembre Palazzo Montenegro ospita “Quadri barocchi, quadri classici”. Il soprano Carolina Lippo canta con “Il Giardino d’Amore Orchestra”, diretta da Stefan Plewniak. Le arie barocche dialogano con pagine strumentali classiche, mostrando il passaggio dalla densità retorica del primo Settecento a una diversa ricerca di chiarezza, proporzione e autonomia orchestrale.
Venerdì 18 settembre, nella Chiesa Matrice di Mesagne, Arturo Barba presenta “Intrecci sonori”, percorsi organistici tra Spagna, Italia e Germania. Tientos, toccate, fantasie, variazioni e scritture contrappuntistiche mettono a confronto tre scuole legate dalla circolazione europea di musicisti e modelli compositivi.
“Gloriosus Franciscus”, venerdì 25 settembre nel Chiostro delle Scuole Pie di Brindisi, esplora la musica tra Medioevo e Rinascimento. A ottocento anni dalla morte, la figura di Francesco d’Assisi torna al centro di un percorso che ne mette in luce l’attualità spirituale e culturale. Protagonista l’“Anonima Frottolisti”, diretta da Massimiliano Dragoni, con un programma di laude, canti devozionali e repertori confraternali.
Domenica 27 settembre, nella chiesa di San Matteo a Lecce, “Mater Misericordiae” riunisce le intonazioni napoletane del “Salve Regina”. Il soprano Maria Grazia Schiavo canta con l’“Ensemble Discantus” diretto da Luigi Grima. Uno stesso testo mariano assume forme differenti: preghiera raccolta, virtuosismo vocale, dolore e luminosità.
Giovedì 1° ottobre, nella chiesa di Sant’Anna a Lecce, “Cerva dell’aurora” mette in relazione Napoli e Venezia, capitali della musica sacra. Il mezzosoprano Marta Fumagalli è accompagnato dall’“Ensemble Salomone Rossi”, diretto al violino da Lydia Cevidalli. Cantabilità napoletana e brillantezza strumentale veneziana definiscono due differenti modi di tradurre la parola sacra.
La conclusione è in programma domenica 4 ottobre nel Chiostro dei Domenicani di San Vito con “Posilecheata. Balli, canzoni e villanelle alla napolitana”. L’ensemble “Ai Vis Lo Lop”, diretto da Alessandro De Carolis al flauto, riporta la musica alla festa, al dialetto e alla danza. Dopo due mesi di concerti, il Festival chiude la sua finestra estiva tra forme popolari e scrittura colta, nello stesso movimento che attraversa l’intera edizione: partire da Leonardo Leo per seguire i molti viaggi compiuti dalla musica attraverso i luoghi e la storia.
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