Veneto

Diana Migliorato presenta la mostra in Galleria Cavour

Una rete di persone e realtà padovane coinvolte nel progetto di una mostra dinamica e partecipata: il progetto di Diana Migliorato è il frutto del suo legame speciale con Padova, la sua città, dove ha scelto di vivere, poi di insegnare e di aprire il suo atelier Gallery In, in via Cesare Battisti. La mostra, “Gocce, tra natura e artificio” è il coronamento della rete di contatti che, negli anni, l’artista ha tessuto con associazioni ed istituzioni, di amicizie con altri artisti ed artiste, diventati parte integrante del suo cammino umano e professionale. L’inaugurazione è prevista per il 23 luglio alle 17.30, in Galleria Cavour e sarà visitabile fino al 30 luglio, il giovedi dalle 15.30 alle 19.30 e venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30.

 

Due anni fa l’artista ha iniziato a pensare a questo progetto, un’occasione per farsi conoscere ad un pubblico più ampio grazie alle sue ultime creazioni, frutto di una ricerca artistica, di uno studio, sperimentazione e approfondimento degli effetti, potenzialità espressive e significato della goccia di colore che parte da una riflessione sulla pittura. L’aspetto della goccia cambia in base alle componenti del colore usato, se è costituito da pigmento e legante, più o meno diluito, oppure se è una soluzione di coloranti. Le scoperte più interessanti si trovano mescolando materie, che reagiscono respingendosi, allontanandosi, ribellandosi alla composizione, al conformismo grafico e pittorico che cerco di imporre. Nascono così i frattali, piccole forme, che rimandano ad infinite suggestioni. La goccia viene accostata ad altre gocce e diventa un’opera. Nell’esposizione allestita alla Galleria Cavour di Padova, Diana Migliorato ha creato un percorso che si articola in tre sezioni, sono tre filoni che parlano tanti linguaggi. 

Diana Migliorato con le sue opere

 

«Il mio percorso è partito dal divisionismo per arrivare alla goccia, che rappresenta l’assenza di condizionamenti – spiega l’artista – È un gesto pittorico, che richiede tempo e concentrazione. Attraverso la ripetizione della goccia cerco di creare un’esperienza immersiva: lo spettatore, come me mentre dipingo, può staccarsi dalla realtà ed entrare in un altro mondo. La mia pittura dialoga con la musica, le gocce hanno ispirato un brano musicale, e un video di immagini e sonorità, e delle poesie accompagnano alcune opere. Ci tengo a sottolineare l’importanza nel coinvolgere le altre arti, di cercare un dialogo con le associazioni culturali della città, che hanno davvero risposto con grande entusiasmo. Credo che portare una mostra in uno spazio civico come la Galleria Cavour, sia una responsabilità ulteriore per un artista, che non porta solo la sua arte ma deve anche dare qualcosa in più alla comunità, per questo abbiamo pensato a talk, incontri e laboratori di pittura gratuiti».

 

Alcune opere, sono circa un centinaio (tra tele, schizzi, bozzetti e vetri), saranno accompagnate da alcune poesie e tutte dalla musica, la colonna sonora è il brano “Gocce” di Matteo Pizzato, allievo del Conservatorio Pollini, che attraverso il dipartimento di nuove tecnologie e linguaggi musicali ha sposato da subito la “causa” dell’artista seguito dal docente Julian Scordato. E non solo, la mostra vedrà anche il contributo del pianista Riccarto Tietto, che ha creato un video di immagini e suoni dedicati, presentato in anteprima per l’inaugurazione in calendario per giovedì 23 luglio (alle 17.30). Sarà un momento aperto a tutti, durante il quale saranno presentati i brani musicali, oltre alla visita guidata all’interno della mostra con l’artista.

 

Ogni sezione della mostra è contrassegnata da un codice colore, che riprende le etichette descrittive di ogni opera, che viene inoltre accompagnata da una descrizione. La prima è CROMATISMI, con le opere riunite in base agli accostamenti di colore e gli sfondi scelti, la figura della goccia risponde alle teorie del colore. I lavori presentati sono classici, rispettano le regole della figurazione. Si passa alla seconda sezione, COSTRUZIONI, dove i patterns (i modelli ricorrenti) delle tele esposte evocano colori e accostamenti artificiali, creati dalla fantasia dell’uomo, richiamano le sue costruzioni e ahimè “distruzioni”. AMBIENTI è l’ultima parte, dove le tinte fanno riferimento agli elementi naturali.

 


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