Marche

«Salvezza, crescita dei giovani e senso di appartenenza» – Cronache Fermane

Andrea Del Gatto (nelle foto) è il nuovo allenatore dell’Atletico Porto Sant’Elpidio. Per l’esperto trainer si tratta di un esordio come titolare in panchina, per un appuntamento sportivo che arriva dopo anni come secondo nel Montegiorgio, Fermana e Montegranaro. Un esordio proprio come lo ha vissuto da calciatore proprio in biancazzurro, precisamente in Interregionale, alla giovane età di 16 anni.

«Ringrazio la società e i dirigenti tutti, a partire dal presidente Fabio Stortini, al coordinatore generale Roberto Ripa, per finire al direttore sportivo Alessandro Cannoni, quello che ha dato il là a questa scelta: è lui che è venuto al colloquio, avendo valutato anche altri profili, poi alla fine ha scelto me – le prime parole da allenatore dell’Atletico Porto Sant’Elpidio di Andrea Del Gatto -. E quindi non posso che ringraziare queste tre figure e tutta la dirigenza nell’aver creduto in me come persona per poter intraprendere un cammino con una certa programmazione. E questo mi riempie d’orgoglio, in quanto per me è come tornare a casa: io a quest’ambiente devo tanto, perché sono partito da casa che ero un ragazzino e dopo circa 7 mesi sono stato aggregato alla prima squadra, per poi esordire in Interregionale segnando anche il mio primo gol».

«Sono state cinque stagioni stupende dal punto di vista calcistico e umano, perché qui ho lasciato degli amici, delle persone a cui sono rimasto molto legato, sia dirigenziali che di campo – ha proseguito Del Gatto -. Una su tutti posso dire il compianto Agostino Bertolazzi, che ci ha fatto un po’ da mentore e da padre quando eravamo ragazzini, ci ha dato una certa cultura. E quindi solo il pensiero di andare a fare l’allenatore in questo contesto mi riempie d’orgoglio e mi fa mettere sulle spalle delle responsabilità importanti, anche perché penso di nutrire un senso di appartenenza verso questa piazza alla quale posso garantire che metterò tutta la mia passione per questo sport, tutta la mia umiltà e tutto quello che mi ha sempre contraddistinto. Dico la verità: nemmeno sapevo quello che stava succedendo a Porto Sant’Elpidio, quindi non m’aspettavo niente. E poi c’è stata questa chiamata, c’è stato un colloquio e alla fine ci siamo sposati».

«Ho scelto come vice Alessandro Brini, il preparatore atletico è Massimo Bacalini, mentre il preparatore dei portieri è Michele Imperiale: persone che godono della mia fiducia incondizionata – ha illustrato il neo trainer biancoblù -. Dal punto di vista tattico non sposo un modulo in particolare. Porterò l’esperienza che ho maturato in questi anni a Montegiorgio, come a Montegranaro, come a Fermo, collaborando con delle persone che hanno fatto il calcio vero e che mi hanno lasciato qualcosa, oltre ad avere una mia idea ben precisa di calcio, come l’hanno tutti gli allenatori. Ho cercato di carpire un po’ da tutti: mi piace un calcio propositivo, ma allo stesso tempo pratico e umile».

«In un campionato che si presenta molto difficile ci sono questi punti cardine: il primo è la salvezza, il secondo è far crescere i giovani e dare un senso d’appartenenza. Altro lo vedremo strada facendo – gli obiettivi stagionali -. La squadra ha, secondo me, un giusto mix tra giovani e anziani. Chi più di me capisce l’importanza di un giovane? Quando io a 16 anni sono stato buttato dentro e come me, a quei tempi, altre figure come Roberto Ripa, Endrio Divisi, Peppe Rotili: eravamo quattro giovani buttati là e che a 19-20 anni eravamo titolari. Ecco perché dico che nei giovani ci ho sempre creduto perché, appunto, c’è chi ha creduto in me in quel periodo. I giovani possono essere il futuro di questa società. Ovviamente occorre lavorarci da ogni punto di vista: sia mentale, per farli crescere e mentalizzarli, sia in campo».

Da lunedì si inizierà a parlare di campo con l’inizio della preparazione. «Più che alle parole, a me piace la concretezza in quanto preferisco i fatti. Spero di farli, spero di onorare questo mandato. E di sicuro ci metterò, come ripeto, tanta passione, tanta voglia e tanta determinazione per portare la barca dove deve andare», le conclusioni di Del Gatto.


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