Veneto

Caso Fakir, la Procura chiama la super esperta padovana di morti improvvise


Si è occupata delle morti dei calciatori Pierpaolo Morosini e Davide Astori, atleti giovani e ai massimi livelli del loro sport, tragicamente stroncati da un malore che non ha lasciato scampo. Ora la professoressa Cristina Basso, cardiologa anatomo-patologa ed esperta internazionale in morti improvvise, è chiamata ad esprimersi anche sul cuore di Abderrahim Fakir.

Professoressa di Anatomia patologica dell’Università di Padova e direttrice dell’Unità operativa complessa di Patologia cardiovascolare dell’Azienda Ospedale-Università, 62 anni, Basso fa parte del collegio di specialisti, incaricati dalla procura di Bologna, che venerdì effettueranno l’autopsia sulla salma del 42enne morto mentre due agenti lo immobilizzavano durante un arresto al Pilastro.

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Tanti i dubbi a cui le analisi della dottoressa Basso dovranno dare una prima ma fondamentale risposta: dalla possibile causa del decesso (un arresto cardiaco?) all’effetto che la forza degli agenti ha avuto su un sistema cardio-circolatorio già in preda a una forte crisi psicofisica, fino alla storia clinica di Fakir per fare emergere eventuali patologie pregresse. E se è plausibile – come sostenuto dal presidente del 118 Mario Balzanelli – che l’uomo poteva essere salvato se un medico fosse già stato sul posto.

Tutti elementi che si uniranno alle importanti analisi fatte dagli altri componenti della ‘squadra’ assemblata dai pm Domenico Ambrosino e Francesca Arienti (sotto il coordinamento del procuratore capo Paolo Guido): il medico legale Valentina Bugelli, direttrice dell’Istituto di Medicina legale di Parma; Manuela Bonizzoli, specialista in Anestesia e Rianimazione e in Cardiologia dell’azienda ospedaliero-universitaria ‘Careggi’ di Firenze, e il tossicologo Luca Morini dell’Università di Pavia.

Insignita del “più importante premio cardiologico al mondo” conferitole nel 2024 dalla Società europea di cardiologia, Basso è l’autrice di referti autoptici che hanno risolto il ‘mistero’ di casi molto noti. A partire dalla morte del calciatore del Livorno Piermario Morosini, morto in campo a 26 anni il 14 aprile 2012. Fu lei a scoprire una nuova variante della cardiomiopatia aritmogena di cui il giovane calciatore era affetto.

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Il suo lavoro ha permesso di dare una spiegazione anche alla scioccante scomparsa del difensore della Nazionale italiana e capitano della Fiorentina Davide Astori, trovato morto nell’albergo in cui la squadra stava riposando in vista della trasferta di Udine: “fibrillazione ventricolare dovuta a una cardiomiopatia aritmogena silente” fu il responso che l’esperta aveva consegnato allora alla procura.


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