Veneto

«Un pezzo di città che si spegne»


La notizia della chiusura dell’edicola di piazza Cavour a Padova, storico punto di riferimento gestito per 35 anni da Mario Bertolini e destinato a non essere sostituito, non è solo la fine di un’attività commerciale: «È l’ennesimo segnale di un processo che sta cambiando il volto delle nostre città, la progressiva scomparsa dei negozi di vicinato dai centri storici», secondo Confesercenti.

Spiega Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto centrale: «Perdiamo il buongiorno del giornalaio che non sentiremo più, la faccia conosciuta che dava sicurezza a chi attraversava la piazza la sera. Perdiamo un presidio di socialità, un punto di riferimento per il quartiere, un pezzo di quella rete che tiene vive le piazze».

Il caso padovano fa parte di una tendenza strutturale che ha varie cause: la pressione dei costi di gestione, la concorrenza del commercio online, il calo dei consumi di prossimità, il mancato ricambio generazionale; e, nel caso delle edicole, anche il crollo delle vendite di giornali stampati.

L’associazione, però, mantiene un atteggiamento costruttivo: «Abbiamo letto con interesse l’intervento del presidente della Regione Alberto Stefani in merito alle ZES Nord e il rafforzamento della logistica, è positivo che questi temi siano centrali nel dibattito sul futuro del Veneto», prosegue Flavio Convento. La stessa Confesercenti «è impegnata concretamente su questo fronte: stiamo raccogliendo firme a sostegno della proposta di legge popolare per la ZES Pro, convinti che servano strumenti per ridurre gli svantaggi competitivi e favorire gli investimenti, non solo nell’industria ma anche nel commercio».

L’associazione a livello nazionale ha depositato presso la Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Ne servono almeno cinquantamila per portare il testo in Parlamento, e la raccolta avviene online, tramite SPID o CIE, sulla piattaforma del Ministero della Giustizia o tramite raccolta firme in presenza.

«I numeri, del resto, raccontano una storia diversa da quella che si immagina: nove acquisti su dieci al dettaglio avvengono ancora nel negozio fisico, non online. Il commercio digitale copre appena il 13% del totale, mentre il resto vive ancora nei quartieri, nelle piazze, nelle strade di ogni città.  –  conclude Convento – Non è un settore in declino: è un settore che manca di strumenti adeguati. Avere quartieri dove si trovano ancora alimentari, tabaccai, cartolerie, ferramenta, parrucchieri, bar e tante altre piccole attività significa avere zone vissute e vive a tutte le ore del giorno».

Intanto continua il tour di Confesercenti del Veneto Centrale a sostegno delle imprese di prossimità, con una serie di incontri sul territorio per ascoltare gli esercenti e costruire insieme risposte concrete allo svuotamento dei centri urbani. Dopo le tappe di Este, Noventa Padovana, Piove di Sacco, Torreglia e Monselice, il calendario prosegue con: lunedì 20 luglio a Teolo, mercoledì 22 luglio a Padova, giovedì 23 luglio a Montegrotto Terme. Doppio appuntamento martedì 28 luglio a Santa Giustina in Colle e Massanzago. Il tour di luglio si conclude a Vicenza giovedì 30 luglio. Ripartiremo ad agosto con un nuovo calendario.


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