Abruzzo

Fondo sviluppo delle montagne italiane, l’Unione montana dei Comuni del Sangro ricorre al Tar contro la Regione


L’Unione Montana dei Comuni del Sangro ha deciso di impugnare dinanzi al tribunale amministrativo regionale i provvedimenti con i quali la Regione Abruzzo ha riconosciuto un contributo di appena 140mila euro, a fronte dei 420mila euro richiesti nell’ambito dell’avviso pubblico finanziato con il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FO.S.M.IT.), destinato al potenziamento della viabilità invernale attraverso l’acquisto di mezzi e attrezzature per lo sgombero della neve e lo spargimento dei fondenti.

L’Unione Montana aveva partecipato all’avviso regionale presentando un progetto del valore complessivo di 420 mila euro, finalizzato a rafforzare la sicurezza della circolazione nei Comuni montani durante il periodo invernale, garantendo servizi essenziali ai cittadini e una maggiore capacità di intervento in caso di eventi meteorologici avversi.

Con la graduatoria approvata dalla Regione Abruzzo il 24 giugno scorso, l’ente è stato collocato al terzo posto con un punteggio di 22. Nello stesso provvedimento, tuttavia, l’Unione Montana dei Comuni del Sangro è stata erroneamente indicata come “Unionemontanasangrovastese”, errore successivamente corretto dalla Regione con un provvedimento in autotutela del 29 giugno 2026.

La rettifica ha sanato esclusivamente l’errore materiale relativo alla denominazione dell’Ente, lasciando però immutata la decisione di concedere un finanziamento pari a soli 140mila euro, senza che tale drastica riduzione rispetto all’importo richiesto fosse accompagnata da un’adeguata motivazione o da un’istruttoria che ne giustificasse le ragioni.

“Abbiamo il dovere di tutelare gli interessi delle nostre comunità e di pretendere che le risorse destinate ai territori montani vengano assegnate nel pieno rispetto delle regole e dei principi di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa – dichiara il presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Sangro, Arturo Scopino – non contestiamo la graduatoria, nella quale il nostro progetto è stato riconosciuto meritevole, ma riteniamo del tutto ingiustificata la riduzione del contributo richiesto, avvenuta senza un’adeguata istruttoria e senza alcuna motivazione giuridicamente fondata. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci al Tar, confidando che venga ristabilita la piena legittimità dell’azione amministrativa”.

“Le aree interne e montane – conclude Scopino – non possono essere penalizzate da decisioni discrezionali prive di adeguato supporto tecnico e giuridico. Le risorse del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane rappresentano un’opportunità fondamentale per garantire servizi efficienti, sicurezza stradale e qualità della vita ai cittadini. Difendere questo finanziamento significa difendere il diritto delle nostre comunità ad avere infrastrutture adeguate e strumenti efficaci per affrontare le emergenze invernali. Comportandosi in questa maniera, la Regione dimostra di non aver appreso nulla dalla tragica lezione che ci arriva dalla vicenda di Rigopiano”.


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