sanità risanata, ma restano criticità strutturali

La sezione regionale di controllo per l’Umbria della corte dei conti ha emesso questa mattina, giovedì 16 luglio, al termine dell’udienza pubblica, il giudizio di parificazione del rendiconto generale della regione Umbria per l’esercizio finanziario 2025.
La presidente Proietti: “Conti in progressivo riequilibrio”
“La parifica del rendiconto per l’esercizio 2025 – dichiara la presidente della regione Stefania Proietti – conferma il miglioramento rispetto all’anno precedente e segna un cambio di passo riconosciuto anche dalla Corte dei Conti. La seduta odierna, che giunge a coronamento dell’intensa e proficua attività istruttoria e di confronto avviata nei mesi scorsi, costituisce il momento più alto di verifica della legittimità e dell’efficacia dell’azione amministrativa posta in essere dalla Giunta regionale. I risultati evidenziano conti in progressivo riequilibrio, grazie alla riduzione del disavanzo e alla capacità di immettere risorse significative nel territorio, nel rispetto dei principi di corretta gestione della spesa pubblica e di leale collaborazione tra istituzioni”.
Sul fronte del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la presidente sottolinea il rispetto della scadenza del 30 giugno 2026: “La Regione Umbria ha superato positivamente – prosegue la presidente Proietti – la scadenza perentoria del 30 giugno 2026 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, centrando tutti i target di competenza regionale e blindando le risorse assegnate al territorio. Con una governance che abbraccia circa 650 progetti abbiamo impresso una spinta decisiva alla trasformazione digitale, alla transizione ecologica, alle politiche per il rafforzamento dei sistemi di istruzione, agli ottimi risultati del programma Gol e dell’housing sociale. Parimenti appare soddisfacente il bilancio per quanto riguarda la ricostruzione post-sisma 2016. Se la ricostruzione leggera è ormai prossima alla conclusione, quella pesante procede a ritmo sostenuto: la ricostruzione privata ha raggiunto una percentuale di evasione delle istanze presentate in forma completa pari al 91%, con 2.488 cantieri ultimati su 3.854 avviati: ciò significa che 6 famiglie e attività economiche su 10 sono rientrate nelle loro proprietà”.
Sanità, trasporti e crisi demografica
Sull’ambito sanitario, Proietti evidenzia i risultati raggiunti in termini di risanamento: “Particolare rilievo – dichiara ancora la presidente Proietti – assume il settore sanitario, in cui è stato raggiunto l’azzeramento del disavanzo e un recupero di solidità complessiva, accompagnato da una migliore pianificazione e gestione, anche sul fronte delle liste d’attesa. Non abbiamo inseguito scorciatoie, né praticato tagli lineari: abbiamo introdotto strumenti di controllo, riforme strutturali e una cultura amministrativa orientata alla trasparenza e alla prevenzione degli squilibri, cambiando radicalmente la governance. Sono state istituite e convocate ogni mese specifiche Cabine di regia di controllo della spesa, con un passaggio dal un mero controllo a consuntivo a un approccio preventivo, supportato da strutture specializzate, come quella per le Politiche del Farmaco e dei Dispositivi Medici”.
Sul tema dei trasporti, la presidente segnala tra le misure adottate l’introduzione di un abbonamento agevolato a 70 euro per i giovani dai 14 anni in su, pur riconoscendo che restano alcune criticità sul fronte delle infrastrutture e del trasporto pubblico locale. Quanto alla crisi demografica, Proietti ha concluso indicando la direzione strategica della regione: “Rispetto alla sfida della crisi demografica – ha concluso la presidente della Regione Stefania Proietti – la strategia dell’Umbria punta al rafforzamento dei servizi alle famiglie: investimenti nel sistema 0-6 anni, ampliamento dei posti negli asili nido a costi accessibili, estensione del tempo scuola e potenziamento dei servizi nelle aree interne. L’obiettivo è contrastare lo spopolamento e sostenere la genitorialità, creando le condizioni per invertire il trend demografico nei prossimi anni”.
I rilievi della Corte dei conti
Il presidente della sezione di controllo della corte dei conti dell’Umbria, Paolo Peluffo, ha incentrato i principali rilievi della sua relazione sulla “crisi demografica che colpisce in particolar modo la Regione Umbria e in prospettiva diventerà un grosso problema, attraverso la riduzione della capacità contributiva, e per quanto riguarda la mobilità sanitaria passiva che occorre migliorare l’attrattività del sistema sanitario regionale. Il risultato dell’amministrazione è in miglioramento graduale e le entrate fiscali sono in crescita, ma va migliorata la capacità di trovare entrate extra tributarie, per esempio delle entrate demaniali provenienti dalla gestione delle acque”.
Nel corso della sua requisitoria, il procuratore regionale Antonietta Bussi ha inquadrato il 2025 come anno di transizione, riconoscendo progressi ma ponendo condizioni precise: “Il 2025 va considerato un anno di transizione e il Defr regionale elaborato in questa fase – ha detto nel corso della sua requisitoria il procuratore regionale Antonietta Bussi – rappresenta un segnale importante di cambio di passo, che lascia intravedere un’evoluzione positiva sul piano della pianificazione. Sotto questo profilo, la Regione appare già allineata a modelli di programmazione più avanzati. Tuttavia, alla qualità della pianificazione dovrà necessariamente accompagnarsi una concreta capacità di attuazione, senza una chiara misurazione dei risultati, infatti, il rischio è che anche i migliori propositi restino privi di effetti concreti. Per questo è indispensabile una riorganizzazione capace di dare coerenza, efficacia e verificabilità all’azione pubblica”.
Confindustria Umbria chiede un tavolo sulle risorse fiscali
La parifica ha suscitato anche la reazione di Confindustria Umbria. Il presidente Giammarco Urbani ha riconosciuto la solidità finanziaria della regione, chiedendo però che si apra un confronto concreto sull’utilizzo delle risorse derivanti dalla manovra fiscale: “La solidità finanziaria è certamente un dato importante – afferma il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani – ma l’analisi della Corte ci ricorda che l’Umbria deve affrontare problemi strutturali che incidono sulle sue prospettive future. La risposta passa necessariamente dalla crescita: più investimenti, più innovazione, maggiore produttività e una più forte capacità di attrarre imprese, capitali e competenze. Rafforzare l’industria significa generare nuova ricchezza e creare le condizioni per sostenere nel tempo anche i servizi e il welfare”.
Urbani ha quindi sollecitato l’attivazione del tavolo di confronto annunciato dalla regione: “Un anno e mezzo fa abbiamo affrontato il tema della maggiorazione delle aliquote con senso di responsabilità – prosegue Urbani – proprio per questo riteniamo importante aprire finalmente un confronto concreto su come utilizzare le maggiori risorse affinché possano produrre effetti duraturi sull’economia regionale. Come Confindustria Umbria abbiamo formulato alcune proposte e siamo disponibili a contribuire con spirito collaborativo, nella convinzione che le maggiori risorse derivanti dal gettito fiscale debbano essere utilizzate, per quanto possibile, per attivare investimenti e interventi capaci di generare nuova crescita e sviluppo duraturo per il territorio. Pensiamo, ad esempio, al tema dell’energia, al rafforzamento delle infrastrutture materiali e digitali, alla formazione delle competenze di cui le imprese hanno bisogno, al sostegno agli investimenti e alla capacità di attrarre nuove iniziative produttive. Sono questi alcuni dei grandi capitoli sui quali occorre concentrare risorse e programmazione, evitando interventi frammentati e privilegiando le scelte capaci di produrre effetti strutturali”.
Sul fronte energetico, Urbani ha indicato una prospettiva che include anche il nucleare di nuova generazione: “L’obiettivo dell’autonomia energetica, indicata dall’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, è ambizioso e condivisibile – sottolinea Urbani – Occorre accelerare sulle rinnovabili, individuare le aree più adatte, semplificare le procedure e potenziare reti e connessioni. Ma serve anche una visione che guardi con pragmatismo al nucleare di nuova generazione che può contribuire a garantire quella continuità energetica a zero emissioni. È un tema che merita un confronto serio, aperto e non ideologico, perché l’autonomia energetica è ormai una questione di competitività industriale e di sicurezza nazionale”.
Patto Avanti: “Sanata la malagestione della destra”
Una lettura politica della parifica è arrivata anche dai partiti del Patto avanti, che in una nota hanno commentato il giudizio della corte dei conti in chiave di bilancio rispetto alla precedente amministrazione. “La Regione Umbria, dopo un quinquennio in cui è affondata per la malagestione della sanità e dei suoi conti da parte del centrodestra, torna a marciare sul giusto binario. La valutazione estremamente positiva che la Corte dei Conti con la parifica dà del primo rendiconto della giunta del centrosinistra, certifica il buon lavoro fatto su diversi fronti, che vanno così a sanare i danni lasciati dalla giunta Tesei”.
La nota cita alcuni dati a sostegno della valutazione: il disavanzo praticamente abbattuto dopo i 70 milioni del passato, il fondo crediti di dubbia esigibilità ridotto di 6 milioni, il mancato uso di anticipazioni di cassa per la liquidità, e un recupero dell’evasione fiscale nel 2025 pari a 37,5 milioni di euro della tassa automobilistica e 19,4 milioni di euro da Irap e Irpef. Il comunicato segnala inoltre che i trasferimenti statali sono passati da 359 milioni di euro del 2023 a 317 milioni di euro nel 2025. “Ora che i conti sono in sicurezza, l’Umbria può finalmente ripartire”, concludono i partiti del Patto avanti, indicando nella lotta alla crisi demografica e nella redistribuzione delle risorse le priorità dell’azione futura.
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