Calabria

Talerico sull’insediamento di Spadaro: «Ora tocca all’avvocatura non lasciare solo il nuovo Presidente»

L’insediamento di Giuseppe Spadaro alla guida del tribunale di Catanzaro segna l’avvio di una nuova fase gestionale e relazionale per l’ufficio giudiziario. In un intervento di commento, l’avvocato Antonello Talerico, consigliere nazionale forense e già presidente dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, ha analizzato le linee programmatiche e umane tracciate dal nuovo Presidente, evidenziando la volontà di superare la storica contrapposizione tra magistratura e avvocatura.

Nel suo discorso d’insediamento, Spadaro ha richiamato implicitamente la lezione di Piero Calamandrei e del suo celebre Elogio dei giudici scritto da un avvocato, proponendo una visione condivisa della giurisdizione. Secondo l’analisi di Talerico, il punto cardine dell’intervento risiede nel concetto di equiprossimità, preferito a quello di equidistanza: L’equidistanza definisce un distacco formale e burocratico del giudice rispetto alle parti. L’equiprossimità esprime invece una pari vicinanza e sensibilità umana verso tutti i soggetti coinvolti nel processo. Questo approccio si traduce nella richiesta esplicita di considerare gli avvocati non come controparti istituzionali, ma come collaboratori della giurisdizione.

Da qui l’invito concreto del Presidente ai professionisti del foro a privilegiare il confronto diretto e preventivo (“prima di scrivere, venite a parlare con me”), superando la rigidità dei protocolli formali.

Talerico evidenzia come Spadaro abbia voluto legare la sua azione amministrativa alla memoria del territorio, ricordando figure storiche della magistratura locale (Ferlaino, Baudi, Vecchio) e dell’avvocatura catanzarese (Gimigliano, Paparo, Iannello).

Il nuovo Presidente ha inoltre condiviso alcuni passaggi personali che ne delineano il profilo professionale e l’attenzione alla dimensione umana del diritto: il ricordo di Mariano Gennaro, magistrato prematuramente scomparso a 36 anni, la cui figlia, Teresa Lidia Gennaro, esercita oggi come giudice penale proprio nello stesso Tribunale. Il legame con il padre, ex appartenente alla polizia giudiziaria, ricordato attraverso il saluto in aula allo storico collega, l’ex commissario Caloiero.

Talerico conclude un richiamo alla responsabilità della classe forense locale. L’apertura e la disponibilità manifestate dal nuovo Presidente richiedono, secondo il Consigliere Nazionale Forense, una risposta attiva e sinergica da parte degli avvocati. «Non si è insediato soltanto un magistrato, ma un’idea di giurisdizione consapevole che dietro ogni fascicolo c’è una persona. Adesso tocca a noi, all’avvocatura per prima, non lasciarlo solo. Perché gli uomini così, quando arrivano, vanno accompagnati. Non applauditi e dimenticati.»


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